
Corre il fatturato del Gruppo HiRef, specializzato nelle soluzioni per il condizionamento e la climatizzazione per l’industria, le infrastrutture critiche, i data center e il terziario. Nel 2025 i ricavi hanno superato i 132 milioni di euro contro i 116,3 del 2024 (+16,5%) con una quota di export che ha raggiunto il 63%. Analizzando nel dettaglio i dati delle diverse società del Gruppo, HiRef contribuisce con 81,1 milioni e le controllate Eneren con altri 8,7 milioni, HiDew 15,6 milioni, Tecnorefrigeration 7,9 milioni, Ecat 8,2 milioni, It.met 7,8 milioni, HiRef Engineering 1,9 milioni e Datadom per 1,4 milioni. Quest’ultima è specializzata nella nella progettazione, costruzione e gestione di infrastrutture tecnologiche prefabbricate.
Per l’anno corrente Alberto Salmistraro, ad di HiRef, preferisce non parlare di percentuali di crescita e spiega: «Il Gruppo ha un portafoglio ordini per 75 milioni di cui 58 milioni in capo a Hiref pari a circa il 70% del fatturato di questa azienda. I risultati 2025 confermano la solidità del nostro modello industriale e la capacità del Gruppo di crescere in modo equilibrato e continuo – sottolinea l’ad -. È l’esito di un processo costruito nel tempo con investimenti mirati e innovazione continua. In un contesto economico complesso e in rapida trasformazione, abbiamo scelto di rafforzare le nostre competenze distintive, ampliare l’offerta e presidiare mercati strategici, mantenendo sempre al centro sostenibilità, efficienza e qualità continuando a sviluppare soluzioni per la transizioni energetica e digitale».
Il 2026 inizia all’insegna dell’internazionalizzazione con entrata in attività di un sito in India. «Tra pochi giorni sarà operativa la sede produttiva a Ahmedabad, nello stato indiano di Gujarat, con uno stabilimento che ha una superficie coperta di 3.200 metri quadri che ospiterà tre linee produttive attivate progressivamente tra quest’anno e i prossimi due – continua Salmistraro -. Sarà anche la sede commerciale con cui venderemo prodotti “made in India” e servizi per il mercato locale dei data center, molto dinamico e ricco di opportunità. L’obiettivo al 2030 è di arrivare a 8 milioni di ricavi».
Quasi contemporaneamente questa multinazionale tascabile è sbarcata negli Stati Uniti grazie ad accordi di distribuzione con partner locali, per il momento in cinque stati: Texas, California, Virginia, Colorado e Washington. «Negli States venderemo soluzioni “made in Italy” – sottolinea l’ad -. È un mercato strategico ed è conveniente servirli dall’italia perchè il livello economico di mercato lo permette. Inoltre per i dazi la situazione è in evoluzione. Hanno un loro impatto ma la situazione non è preoccupante perché a livello economico quello statunitense è un mercato dalle grandi opportunità». In altre parole Salmistraro punta sugli States il cui mercato dei data center è il più importante al mondo. Qui Alphabet (Google), Amazon, Meta e Microsoft negli ultimi anni hanno investito miliardi di dollari per potenziare la gestione dei carichi di lavoro connessi all’IA. Secondo Bloomberg Economics, entro il 2030 le Big Tech investiranno globalmente fino a 4mila miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, di cui oltre il 40% sarà destinato agli Stati Uniti. Comunque in materia di dazi Salmistraro ricorda che quelli Usa sono inferiori a quelli di altri mercati dell’estremo oriente ma «soprattutto l’importanza è nettamente superiore». Il Gruppo Hiref dispone di una rete internazionale con filiali in Messico, Sudafrica, India e Spagna oltre a un consolidato network di partner commerciali e per l’assistenza tecnica presenti in Europa, Centro e Sud America, Asia e Africa.












