La legge di bilancio entra nella settimana decisiva, ma il governo deve ancora capire quanto spazio avrà realmente a disposizione. A indicare il nodo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: prima di chiudere la manovra, che sarà approvata la prossima settimana, l’esecutivo attende dall’Europa la definizione dei margini finanziari. Sullo sfondo pesano il debito pubblico italiano, l’aumento dei tassi di interesse e una situazione geopolitica che continua a produrre effetti sull’economia. La linea del Mef resta quella della prudenza: gli obiettivi politici vanno perseguiti, ma tenendo conto che «la coperta è corta».
Il governo attende i margini Ue
«Rispetto alla prossima legge di bilancio che approveremo la settimana prossima, stiamo aspettando la rifinitura dei margini, della clausola di scontro da parte dell’Ue». Il titolare dell’Economia è perentorio in un videomessaggio mandato all’assemblea della Compagnia delle Opere.
Il ministro rivendica la linea seguita gino dall’Italia: «Come governo abbiamo portato riflessioni di puro realismo in tutte le sedi internazionali ed europee, dove in alcuni casi non ci hanno considerati prudenti ma spendaccioni. Io penso che la posizione italiana sia equilibrata e spero che sarà anche nel futuro a medio termine sempre equilibrata perché il clima di burrasca è sempre all’orizzonte e, quindi, questo è quello che secondo me si deve fare».
Le misure della manovra saranno definite a breve. «Nei prossimi giorni diventeranno pubbliche le cose molto targettizzate e ragionate che in questi giorni abbiamo discusso dentro al governo, tra le componenti ciascuno ha le proprie sensibilità» ma «il rotta deve essere sicura».
Tensioni geopolitiche pesano sull’economia
Il quadro internazionale, secondo il ministro dell’Economia, impone però di «calibrare» gli obiettivi del governo. Giorgetti parla di «giorni complicati» e lega direttamente le scelte di politica economica all’aggravarsi delle tensioni geopolitiche.

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