Storie Web domenica, Marzo 29

La Lega lancia la sua proposta di legge per mettere al bando il movimento degli “Antifa” e quello anarchico definendoli un’associazione terroristica. Ad annunciarlo è il primo firmatario del testo che presto sarà depositato in Parlamento, Eugenio Zoffili, capogruppo del Carroccio in commissione Difesa alla Camera. «Oggi a Roma sono stati fermati dalle Forze dell’Ordine 91 manifestanti aderenti a movimenti anarchici, che nonostante il divieto della Questura volevano commemorare i due criminali morti mentre preparavano una bomba nel casolare di Parco degli acquedotti a Roma. Tolleranza zero – ha dichiarato – contro questi complici dei terroristi anarchici. La nuova legge che sto per depositare come primo firmatario, definirà definirà gli Antifa, che nulla hanno a che vedere con il vero antifascismo, organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che con le loro azioni violente mettono a repentaglio la sicurezza e la stabilità del nostro Paese».

I precedenti di Trump e Orban

Sotto i riflettori finirebbero quindi i gruppi anarchici e in particolare quelli degli Antifa, un movimento politico della galassia della sinistra antagonista, diffusosi in Italia e nel resto del mondo, spesso coinvolto nelle dure contestazioni di piazza. L’idea di dichiararli fuori legge è partita diversi mesi fa da Trump, quando lo scorso settembre firmò un ordine esecutivo in cui lo stesso movimento americano veniva definito «di iniziativa anarchica militarista, che invita al rovesciamento del governo», poi seguito da Orban che annunciò una decisione simile.

La «tolleranza zero» della Lega

Mentre in queste ore a Roma sono stati fermati dalle forze dell’ordine decine di manifestanti pronti a commemorare i due militanti anarchici morti nella Capitale, la Lega lancia dunque lo slogan politico della «tolleranza zero contro i complici dei terroristi». Ma per Avs la proposta del partito di Salvini «è una provocazione perché è contro la Costituzione e la storia della Repubblica, che nasce dalla lotta di liberazione antifascista», dice il deputato Angelo Bonelli.

Il caso Salis

Non è l’unica polemica politica su questo fronte, ancora caldo per la vicenda del controllo di polizia avvenuto ieri in un hotel a Roma nei confronti dell’europarlamentare Iaria Salis, per una segnalazione Schengen su input della Germania. La stessa Salis su quanto accaduto ha intenzione di avviare un’azione parlamentare a Bruxelles e, attraverso il suo partito, in Italia con un’interrogazione nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Non si esclude che l’interrogazione possa essere rivolta anche al ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Intanto, secondo alcuni elementi investigativi tedeschi il motivo dell’alert di Schengen sarebbe da ricercare nella vicinanza della politica italiana a gruppi tedeschi antagonisti e antifascisti – proprio come lo sono gli “Antifa” – che sarebbero stati anche responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra. Nel caso specifico si tratterebbe della banda degli ’Hammerbands’, coinvolta in alcuni procedimenti, in Germania e in Ungheria, a seguito di aggressioni e disordini in piazza. Si tratterebbe nella sostanza dello stesso gruppo associato a Salis dai magistrati ungheresi, i quali l’avevano incriminata fino alla condanna nel carcere di Budapest tre anni fa.

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