
Gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con una crescita economica del 2,2%, in rallentamento rispetto al più 2,8% registrato nel 2024. Lo riporta il Bureau of Economic Analysis, che oggi ha fornito una nuova lettura dei dati del quarto trimestre in cui il Pil Usa ha registrato una crescita su base annua dell’1,4%, in netto rallentamento dopo il più 4,4% del terzo trimestre.
Il dato è inferiore alle attese medie, che pronosticavano una crescita su base annua praticamente doppia sugli ultimi tre mesi dell’anno.
Inflazione Pce ai massimi dal febbraio dello scorso anno
Peggio delle stime anche l’inflazione, che a dicembre ha registrato un’accelerazione. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è salita ai massimi del febbraio 2025 dello 0,4% mese su mese, mentre a novembre si era attestata allo 0,2%. Gli analisti attendevano un aumento dello 0,3%. Su base annuale l’inflazione è cresciuta del 2,9% e contro attese degli analisti del 2,8% (come nel mese precedente).
La componente “core” del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,4%, il doppio rispetto al mese precedente e contro le previsioni per uno 0,3%. Rispetto ad un anno prima il dato è cresciuto al top dell’aprile 2025 del 3% mentre a novembre era salito del 2,9%. Le previsioni sono state centrate. Il valore Pce è contenuto nel dato diffuso dal dipartimento del Commercio relativo ai redditi personali e alle spese ai consumi.
Il divario tra crescita e creazione di posti di lavoro
Il rapporto del Bureau of Economic Analysis sottolinea anche un aspetto curioso dell’economia statunitense: pur se in crescita, non crea molti posti di lavoro. La crescita è stata del 2,2% nel 2025, eppure un rapporto governativo della scorsa settimana ha mostrato che i datori di lavoro hanno creato meno di 200.000 posti di lavoro lo scorso anno, il numero più basso da quando il Covid ha colpito nel 2020.








