Le sigarette elettroniche sono entrate nella vita quotidiana di milioni di persone come alternativa “sicura” al fumo tradizionale. Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha iniziato a sollevare dubbi crescenti proprio sulla loro sicurezza. Nel marzo del 2026, una revisione narrativa di oltre cento studi ha concluso che le sigarette elettroniche a base di nicotina sono “probabilmente cancerogene” per chi le usa. Si tratta di un’affermazione molto seria, che merita di essere letta con attenzione, tenendo conto di cosa dice davvero la scienza e dei limiti delle prove ancora disponibili.
Le sigarette elettroniche causano davvero il cancro?
Nel marzo del 2026 è stata pubblicata su una rivista scientifica internazionale una revisione di oltre cento studi condotti tra il 2017 e il 2025. Il lavoro, guidato da ricercatori australiani, ha analizzato tre tipi di prove: i cosiddetti biomarcatori (segnali biologici misurabili nel corpo), gli esperimenti sugli animali e i meccanismi biologici attraverso cui alcune sostanze possono causare tumori. I risultati mostrano che chi usa le sigarette elettroniche è esposto a sostanze chimiche che danneggiano il DNA, come le nitrosammine derivate dalla nicotina, alcuni metalli e composti organici volatili. Negli animali da laboratorio, l’inalazione degli aerosol ha indotto la formazione di tumori polmonari in una percentuale significativa di casi. Gli autori concludono che le sigarette elettroniche sono “probabilmente cancerogene” e che potrebbero causare tumori orali e ai polmoni. Questa conclusione, tuttavia, va letta con attenzione. Diversi esperti internazionali hanno sottolineato che la revisione non segue le metodologie rigorose delle revisioni sistematiche e che i criteri di selezione degli studi non sono stati definiti in anticipo. Il passaggio da “segnali biologici alterati” a “cancro conclamato nell’uomo” non è ancora dimostrato dai dati epidemiologici.
Ma le sigarette elettroniche non sono comunque meno pericolose delle tradizionali?
Questa è una domanda importante, e la risposta non è semplice. È vero che le sigarette elettroniche non producono i composti della combustione del tabacco, che sono tra le principali cause dei tumori nei fumatori. Tuttavia, questo non significa che siano innocue. Una recente revisione sistematica con metanalisi ha confrontato gli effetti sulla salute di sigarette elettroniche, sigarette tradizionali e uso combinato di entrambe, evidenziando associazioni tra uso di sigarette elettroniche e diverse malattie, incluso un maggiore rischio cardiovascolare. Per quanto concerne gli effetti sui tumori, uno studio condotto in Corea del Sud su oltre 4 milioni di persone ha mostrato che i fumatori tradizionali passati alle sigarette elettroniche presentano un rischio di tumore al polmone simile a quello dei fumatori e, rispetto a chi smette del tutto, un rischio di morte per tumore al polmone circa quattro volte superiore. Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha concluso che esiste una potenziale associazione tra uso di sigarette elettroniche e tumore ai polmoni, soprattutto tra chi le usa insieme alle sigarette tradizionali (il cosiddetto “doppio uso”). Anche in un importante studio caso-controllo statunitense, che ha coinvolto 4.975 casi di tumore del polmone e 27.294 controlli, il “doppio uso” è risultato associato a un rischio di tumore del polmone 59 volte superiore rispetto ai non fumatori, valore oltre quattro volte maggiore rispetto a quello osservato nei fumatori esclusivi di sigarette tradizionali.
Un altro dato preoccupante riguarda le modificazioni epigenetiche: sostanze chimiche presenti negli aerosol possono alterare il modo in cui il corpo “legge” le istruzioni contenute nel DNA, aprendo la strada agli stessi meccanismi che nei fumatori tradizionali portano allo sviluppo di tumori.
Possono fare del male ai polmoni anche in altri modi?
Sì. Dal 2019 è stata identificata una malattia polmonare grave chiamata EVALI, acronimo inglese che significa “danno polmonare associato all’uso di sigarette elettroniche o prodotti per lo svapo” Si tratta di una condizione infiammatoria che può variare da sintomi respiratori lievi fino a una vera e propria insufficienza respiratoria, che richiede il ricovero in ospedale. I sintomi più comuni sono: tosse persistente; dolore al petto; difficoltà a respirare; febbre; nausea; vertigini. Poiché assomigliano a quelli di una polmonite o di altre malattie respiratorie, è fondamentale che chi usa sigarette elettroniche lo riferisca sempre al proprio medico, soprattutto in caso di peggioramento rapido dei sintomi.











