Storie Web sabato, Gennaio 17
«Le nuove regole Ue sull’auto non salveranno l’industria»

«Un limitatissimo passo avanti che non salverà l’industria dell’auto europea. Ci vuole ben altro e certo non una massa di algoritmi, parametri coefficienti, crediti, percentuali e oscuri codici di biocarburanti che richiedono interpreti statistici e consulenti legali per capire a cosa si riferiscono e con quali conseguenze sul futuro del settore e dell’intera a manifattura Ue. Deve tornare a essere conveniente produrre e innovare in Europa, questa è la questione centrale che non si affronta».

Dal ‘21 assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e dal 1° gennaio presidente dell’ARA, l’alleanza tra le 36 regioni europee dell’automotive, Guido Guidesi non usa mezze parole, in questa intervista al Sole 24 Ore, nel lanciare il suo “J’accuse” alla Commissione von der Leyen 2.0, al predominio di tecnocrati e burocrati sulla politica che soffoca sviluppo e innovazione, invece di favorirli.

Guido Guidesi (Imagoeconomica)

Dopo l’esaltazione del primo mandato von der Leyen, marcia indietro a Bruxelles sul green deal con moderazione, all’insegna di realismo e più flessibilità negli obiettivi. È la strada giusta o è troppo poco e troppo tardi?

È un primo passo avanti, vero, che però non cambia l’impostazione con cui la Commissione affronta i temi industriali. Sfido chiunque a dire che cosa si è deciso sull’auto a Bruxelles. Questo è il problema. Sono sempre burocrati e tecnocrati a fare e disfare la politica industriale europea spodestando la politica. Invece è la politica, sono i Governi, l’europarlamento, le regioni che devono intervenire su scelte e indirizzi, dare la linea.

A che cosa pensa in concreto?

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