Storie Web lunedì, Ottobre 5

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 30 settembre 2026, dei decreti di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza amplia le prestazioni garantite dal Ssn. La novità principale è però il superamento di uno dei punti deboli del sistema: la distanza temporale tra l’introduzione di nuovi LEA e l’approvazione delle relative tariffe.

La definizione dei LEA era stata assegnata dal D.Lgs. 502/1992, modificato dal D.Lgs. 229/1999, al Piano sanitario nazionale. Questa procedura non è stata mai adottata: l’istruttoria e la valutazione necessarie ai decreti di aggiornamento sono svolte da una commissione presso il Ministero della Salute. I LEA furono definiti per la prima volta con il dPCM 29 novembre 2001 e aggiornati, sedici anni dopo, dal dPCM 12 gennaio 2017, nelle tre macroaree della prevenzione collettiva e sanità pubblica, dell’assistenza distrettuale e di quella ospedaliera.

Per rendere fruibili le nuove prestazioni in tutte le Regioni si è però atteso il decreto tariffario del novembre 2024, operativo dal 2025. Un primo tariffario era stato approvato con il DM 23 giugno 2023 e avrebbe dovuto applicarsi dal gennaio 2024. Due rinvii, il primo per esigenze operative regionali, il secondo per rivedere parte delle tariffe su richiesta delle Regioni e degli erogatori, hanno ulteriormente ritardato l’attuazione dei LEA 2017 e la fruibilità delle nuove prestazioni. La revisione ha comportato un costo aggiuntivo di 147,3 milioni di euro.

L’ampliamento del pacchetto LEA è così arrivato dopo circa otto anni dal dPCM 2017, con l’aggiornamento di tariffe alcune delle quali erano ferme al 1996. Il dPCM 7 agosto 2026 è stato invece approvato contestualmente alla revisione delle tariffe di 448 prestazioni, sulle oltre 3.100 complessive. Viene così superata la separazione tra riconoscimento delle prestazioni e definizione della loro remunerazione.

Questo passaggio poggia su due condizioni. La prima è la disponibilità delle risorse previste dalle leggi di bilancio per l’aggiornamento dei LEA: 200 più 200 più 50 milioni di euro. Una copertura finanziaria era tuttavia presente anche per il dPCM 2017 e, da sola, non era stata sufficiente. La seconda condizione è la definizione delle tariffe attraverso una rilevazione dei costi di produzione delle prestazioni ritenuta congrua dalla Commissione nazionale tariffe e dagli erogatori regionali.

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