Se la fiducia dei collaboratori nella propria azienda è tra i parametri da considerare per la loro crescita, il calo suona come un campanello di allarme, soprattutto se emerge dall’analisi del ranking Best workplaces Italia 2025 stilato da Great place to work Italia sui 75 migliori ambienti di lavoro. Il Trust index medio, ossia l’indicatore del clima di fiducia di un’organizzazione, quest’anno è pari all’84%, un dato che scende del 5% rispetto al 2024, quando era l’89%. Per spiegarlo bisogna tenere conto, come ci spiega il ceo di Gptw Italia, Alessandro Zollo che «quest’anno abbiamo una categoria in più. L’analisi è stata allargata anche alle organizzazioni con più di mille collaboratori che storicamente, per dimensioni, fanno registrare dei livelli di soddisfazione lavorativa più bassi. Se volessimo ragionare ceteris paribus, prendendo in considerazione le stesse 4 categorie dello scorso anno, la flessione sarebbe comunque presente, ma molto contenuta: – 1,2 punti di Trust index e – 4,5 punti di crescita del fatturato». Nelle classifiche vanno evidenziati almeno due aspetti. Il primo, dice Zollo, «è che è vero che siamo il paese delle Pmi e della manifattura, ma quest’anno abbiamo 8 imprese italiane su 15 nella classifica delle superlarge e due aziende italiane che guidano le classifiche». Il secondo aspetto, prosegue Zollo, «è che la crescita sta avvenendo anche in ambito tecnologico e finanziario ed è quindi arrivato il momento di parlarne. L’Italia delle aziende migliori si sta svegliando, anche se deve farci riflettere il fatto che il nostro Paese, nella media europea dell’indice di fiducia è agli ultimi posti».
I settori più rappresentati
I dati dell’analisi, redatta ascoltando il parere di oltre 203mila collaboratori di 404 organizzazioni italiane, dicono che tra i 75 migliori ambienti di lavoro italiani un’organizzazione su 3 (30,67%) appartiene al settore IT, seguono biotecnologie e farmaceutica (14,67%), servizi finanziari e assicurazioni (12%), industria manifatturiera e produzione (10,67%), servizi professionali (6,67%), sanità (5,33%), retail e telecomunicazioni (4%), advertising e marketing, ospedaliero e media (2,67%) e costruzioni, educazione e formazione e trasporti (1,33%).
Il gap
Seppure sia in lieve calo, il Trust index delle 75 migliori organizzazioni dove le persone vorrebbero lavorare «si mantiene pur sempre su livelli molto alti, ben oltre il doppio rispetto al 44% che viene registrato dalla media delle altre aziende italiane analizzate: questo significa un divario del 40%. È un gap stratosferico che ci mostra come le migliori aziende continuano ad eccellere ma la media italiana è scesa ancora», rileva il presidente di Gptw, Beniamino Bedusa. La soddisfazione complessiva dell’ambiente di lavoro nel 2025, è risultata pari all’87%, anche in questo caso in calo del 5% rispetto al 2024 e con una differenza del +44% nel confronto con la media italiana che è del 43%. Anche in questo caso il dato sembrerebbe influenzato dalla nuova categoria.
Le cinque classifiche
Ieri sera sono state annunciate le cinque classifiche nel corso di un evento a Milano. Cominciando da quella delle aziende con più di 1.000 collaboratori, la migliore organizzazione in cui lavorare è TP (Teleperformance), seguita da AbbVie e Johnson & Johnson (healthcare). Diego Pisa, ceo di TP (Teleperformance) Italia, spiega come da call center «con politiche di gestione del personale discutibili, Teleperformance sia diventata un contact center omnicanale che fa ricerca e sviluppo in ambito IA e che conquista ottime posizioni nelle classifiche come Great place to work». Il percorso di cambiamento, racconta Pisa, «è cominciato nel 2016, con un nuovo management e un’idea semplice ma vincente: ascoltare gli oltre 2.000 dipendenti, singolarmente, e avviare tante piccole iniziative che hanno migliorato l’ambiente lavorativo, abbattuto il tasso di assenteismo, contribuito a risanare i bilanci». Nella categoria tra i 500 e i 999 collaboratori trionfa Hilton, davanti a Cisco e ConTe.it. Alessandro Cabella, Area General Manager Italy di Hilton si dice orgoglioso «della passione e della professionalità con cui i Team Member dei nostri hotel offrono ogni giorno esperienze straordinarie ai nostri ospiti. Crediamo fortemente nel valore di un ambiente di lavoro inclusivo e aperto, dove ognuno possa esprimere sé stesso e crescere professionalmente. Per questo investiamo nel loro sviluppo con programmi di formazione, opportunità di carriera e percorsi personalizzati. Offriamo inoltre benefit competitivi e promuoviamo la flessibilità lavorativa».
Nella categoria tra i 150 e i 499 collaboratori vince Bending Spoons e completano il podio MetLife e Vianova. Nicolle Wasserman, People Operations lead di Bending Spoons, si affida soprattutto ai numeri per raccontare l’attrattività della tech company che conta circa 470 persone, a cui si aggiungono circa 700 colleghi provenienti dalle società acquisite: «Nel 2024, abbiamo ricevuto oltre 350mila candidature per meno di 150 posizioni disponibili. Grazie a un’offerta eccezionale in termini di talento dei colleghi, responsabilità, libertà, retribuzione e opportunità di crescita la nostra azienda è particolarmente attraente per i professionisti più giovani». Il podio della categoria tra i 50 e i 149 collaboratori vede al primo posto Biogen, seguita da Skylabs e Galileo Life. In Biogen Italia, spiega l’head of HR Cecilia Masserini, «abbiamo ideato “B-positive”, un modello culturale fondato su elementi come l’empowerment, la delega, la trasparenza, la flessibilità e la crescita, un ambiente ove vi sia la convinzione che la felicità sia una competenza e che come tale possa essere allenata. Sosteniamo una cultura che si basa sulla fiducia, sulla comunicazione trasparente, sull’accettazione dell’errore, sul feedback continuo e sul confronto costante». Nelle aziende che hanno tra 10 e 49 lavoratori, il primo posto lo conquista Auditel davanti a Mindset ed Eoliann. Dall’osservatorio di Auditel, il direttore generale Paolo Lugiato, racconta come «la chiave per attrarre e trattenere talenti risieda in un mix di flessibilità, welfare e coinvolgimento diretto delle nostre persone. Tutte le persone di Auditel possono usufruire di uno smart working regolamentato, un sistema di incentivi basato su obiettivi e un pacchetto welfare personalizzabile, che va dall’assicurazione sanitaria integrativa a rimborsi per spese di istruzione e di trasporto».