Un enorme pennacchio di anidride solforosa (SO2), prodotto dall’eruzione del vulcano Etna del 7 luglio, ha attraversato il mar Mediterraneo spinto dai venti, fino a raggiungere Libia, Tunisia, Algeria ed Egitto.
L’immagine, pubblicata dalla piattaforma Adam (Advanced geospatial Data Management), è stata catturata dal satellite Sentinel-5P di Copernicus, il programma di osservazione della Terra di Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione europea.
Il satellite è dedicato al monitoraggio della composizione dell’atmosfera terrestre ed è equipaggiato con lo spettrometro Tropomi (Tropospheric Monitoring Instrument), in grado di misurare la distribuzione di numerosi gas atmosferici e inquinanti, tra cui biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, metano e anidride solforosa.
Nell’immagine è rappresentato il prodotto Near Real Time (Nrti), cioè una versione dei dati elaborata e resa disponibile entro poche ore dall’osservazione, che mostra la colonna totale di anidride solforosa presente nell’atmosfera: le aree più chiare indicano le concentrazioni più elevate del gas vulcanico, che i venti hanno trasportato dalla Sicilia fino al Nord Africa.
Questi dati sono utilizzati sia per seguire l’evoluzione delle eruzioni vulcaniche sia per valutarne gli effetti sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza del traffico aereo.










