E’ stata un’altra giornata all’insegna della volatilità per i mercati azionari europei, scossi dalle incertezze sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e dai timori per gli attacchi sulle infrastrutture energetiche. L’avvio era stato cautamente positivo, poi con l’apertura negativa di Wall Street anche i listini del vecchio continente hanno girato in rosso. All’avvicinarsi di fine seduta è arrivato poi un nuovo, cauto recupero: Milano chiude a +0,42%, Parigi +0,23%, Londra +0,60%; resta negativa solo Francoforte a -0,06%.
Resta pesante il comparto della difesa: a Piazza Affari peggiori del listino principale Leonardo e Fincantieri, in calo rispettivamente del 2,06% e del 3,66%. Mentre si muove a scossoni anche il prezzo del petrolio, che si conferma in rialzo ma rallenta rispetto a inizio giornata, quando il Brent aveva toccato e superato quota 103 dollari al barile. Al momento si attesta a 99,70, circa 4 dollari più di ieri. Cala invece di oltre il 6% il prezzo del gas naturale, a 53,19 euro al megawattora. In salita anche i rendimenti sui titoli di Stato europei: +11 punti base per il Btp decennale, che arriva a .3,93% Spread con il Bund tedesco a 91 punti base.











