Storie Web lunedì, Gennaio 19
Lavoratori ex Ilva e Ansaldo bloccano il terminal delle partenze dell’aeroporto di Genova

Nuova giornata di proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Genova che, dopo aver trascorso la notte nel presidio permanente allestito in piazza Savio, hanno dato vita a un corteo per le strade del ponente cittadino insieme agli operai di Ansaldo Energia, che ieri hanno occupato la fabbrica per protestare contro esternalizzazioni e decentramento, e ai lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente.

Il lungo corteo, aperto da uno striscione con scritto “Genova lotta per l’industria” e da una pala meccanica, ha raggiunto l’aeroporto del capoluogo ligure. L’ingresso dell’area partenze è stato occupato da centinaia di lavoratori e dalla pala meccanica. Il corteo ha poi ripreso la marcia verso il casello autostradale bloccando la viabilità.

«L’aeroporto – ha detto al megafono il coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Genova, Armando Palombo – è bloccato per mandare un messaggio alla nazione che l’industria a Genova non si tocca. È un messaggio anche al governo e ai commissari: il lavoro non può fermarsi a Taranto, devono mandare i rotoli a Genova. Rimaniamo qua con la nostra pala meccanica, simbolo del lavoro, non delle chiacchiere del governo. Ne abbiamo piene le scatole. Questa è una battaglia comune. Difenderemo il nostro lavoro e l’industria a Genova con tutte le forze che abbiamo».

De Palma (Fiom), Palazzo Chigi dia una risposta ai lavoratori ex Ilva

«Ai lavoratori dell’ex Ilva, in occupazione a Genova e a quelli in mobilitazione a Novi Ligure e Racconigi, palazzo Chigi deve dare ora una risposta urgente. È inaccettabile il piano per chiudere l’ex Ilva. Noi non chiediamo cassa integrazione, ma un piano per il lavoro». Lo dichiara il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma.

Urso sente Regioni ed enti locali

Intanto, a seguito degli incontri che si sono tenuti lo scorso venerdì al Mimit sul futuro dell’ex Ilva e con l’obiettivo di garantire un confronto stabile con Regioni ed enti locali nei territori che ospitano gli stabilimenti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato una serie di riunioni con le istituzioni territoriali interessate, d’intesa con le stesse Regioni ed enti locali. I tavoli mirano a definire le migliori condizioni per il rilancio del gruppo siderurgico e a valutare ulteriori investimenti produttivi nelle aree disponibili, in particolare a Taranto e Genova.

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