Tradotto per l’Europa: dire “autunno più caldo della media” non significa tre mesi di sole e aperitivi all’aperto. Significa che, sommando giornate calde, fredde, piovose e asciutte, la bilancia statistica tende verso temperature più alte. Dentro quella media possono esserci temporali molto violenti. Anzi, è proprio questo il punto.
Il Mediterraneo è un accumulatore
Poi c’è il Mediterraneo. Qui la questione diventa ancora più interessante perché il mare funziona da serbatoio locale di energia e vapore acqueo.
Un Mediterraneo molto caldo evapora di più. L’atmosfera può quindi contenere più umidità. E quando arriva aria più fredda in quota. Significa che quando l’atmosfera decide di scaricare, il magazzino a disposizione può essere più grande. Quindi per semplificare: meno pioggia regolare e più acqua tutta insieme. Settimane asciutte. Poi temporali autorigeneranti. Siccità dei suoli e alluvioni lampo possono perfino convivere nello stesso anno. Per l’Italia è una pessima combinazione.
Il punto più importante, però, non è El Niño
Il nuovo rapporto dell’UNEP, dal titolo *Limiting Overshoot – Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return, lancia un allarme che sa di resa. Secondo l’agenzia ambientale delle Nazioni Unite, il superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale medio è ormai ampiamente considerato inevitabile nelle traiettorie realistiche di breve periodo. Per essere più chiari: nel 2024 il pianeta ha già registrato per la prima volta un singolo anno con una temperatura media superiore di oltre 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale. Ma l’obiettivo dell’Accordo di Parigi riguarda il riscaldamento climatico di lungo periodo, non il risultato di un singolo anno. Ora il problema diventa più strutturale. Per anni abbiamo raccontato 1,5 °C come una specie di guardrail: bisogna evitare di andarci contro. Il nuovo rapporto UNEP ragiona invece su che cosa fare se quel guardrail viene oltrepassato. La traiettoria diventa una curva: superamento, picco, discesa e infine stabilizzazione.
Nello scenario migliore analizzato dall’UNEP, il riscaldamento raggiunge circa 1,8 °C prima di tornare verso livelli inferiori. Altri scenari superano i 2 °C.
