
In un esperimento citato dall’ultimo Digital Education Outlook dell’Ocse, l’accesso a strumenti di intelligenza artificiale generativa ha fatto schizzare le prestazioni in matematica degli studenti di circa il 48%. Ma quando l’Ai viene tolta, come le rotelle alla bicicletta, il rendimento è crollato: –17%. Un effetto doping cognitivo. Funziona ma non si impara. È da qui che conviene partire per capire l’impatto dell’IA sulla scuola.
Prestazioni alte, apprendimento fragile
Il messaggio dell’Ocse è chiaro: fare meglio non significa imparare di più. L’IA è bravissima a migliorare la performance nel breve periodo. Risolve esercizi. Suggerisce passaggi. Compila risposte. Come una calcolatrice universale del pensiero. Il problema è che spesso sostituisce lo sforzo cognitivo invece di allenarlo.
Nel caso citato dallo studio gli studenti con accesso a GPT-4 ottengono risultati migliori nei test. Ma una volta spento l’assistente digitale, restano con competenze più deboli di prima. L’IA ha fatto il lavoro. Il cervello no. È la differenza tra imparare a guidare e farsi portare. La tesi dello studio Ocse non è distruttiva nei confronti di questa tecnologia. Anzi. Quando l’IA viene progettata come tutor educativo, e non come scorciatoia per la risposta giusta, i risultati cambiano. Nello stesso esperimento, una versione “didattica” dell’IA – pensata per guidare lo studente passo dopo passo – ha migliorato le prestazioni del 127%. E senza effetti boomerang così marcati. Traduzione: conta come usi l’algoritmo, non solo se lo usi.
L’IA che fa domande, che spinge a spiegare il ragionamento, che rallenta invece di accelerare, può rafforzare l’apprendimento profondo. L’IA che dà risposte pronte è una stampella. Utile. Ma pericolosa se non la togli mai.
Docenti aumentati, non sostituiti
Sul fronte insegnanti, i numeri sono altrettanto interessanti. Nel Regno Unito, l’uso di strumenti di IA ha ridotto del 31% il tempo speso dagli insegnanti di scienze per preparare lezioni e materiali. In altri studi citati dall’Ocse, tutor poco esperti supportati dall’IA hanno fatto aumentare i tassi di superamento degli esami di 9 punti percentuali.











