Gli elettori della Virginia hanno approvato un piano di ridistribuzione dei collegi elettorali che potrebbe aumentare le possibilità dei democratici di conquistare quattro seggi in più alla Camera dei Rappresentanti nelle elezioni di medio termine di novembre negli Stati Uniti. L’emendamento costituzionale ha vinto di misura tra gli elettori e segna un brutto colpo per il presidente Donald Trump, che lo scorso anno ha dato il via a una battaglia nazionale sulla ridefinizione dei distretti esortando i funzionari repubblicani in Texas a ridisegnarli per consolidare la loro maggioranza nello stato. Ma il referendum sulla ridefinizione dei distretti in Virginia potrebbe contribuire a vanificare i vantaggi repubblicani altrove. «La Virginia ha appena cambiato la traiettoria delle elezioni di mid term del 2026», ha dichiarato in un comunicato il presidente democratico della Camera dello Stato, Don Scott, «in un momento in cui Trump e i suoi alleati stanno cercando di consolidare il potere prima che gli elettori abbiano voce in capitolo, i cittadini della Virginia si sono fatti avanti e hanno livellato il campo di gioco per l’intero Paese».
La nuova mappa dei distretti per il Congresso statale dà ai democratici un vantaggio in tutti gli 11 seggi dello Stato, tranne uno: la ridefinizione potrebbe portare i democratici a guadagnare 4 seggi alla Camera Usa, il cui controllo repubblicano è sempre più precario.
I democratici consolidano gli effetti della vittoria schiacciante nelle elezioni del 2025 che hanno portato all’elezione di slancio di Abigail Spanberger alla carica di governatrice in uno Stato dai colori politici piuttosto sfumati: un ’purple State’, un mix del blu democratico e del rosso repubblicano.
La riforma, sottoposta a referendum, è quindi passata a dispetto dell’ultimo e disperato appello di Trump lanciato agli elettori affinché bocciassero la proposta per ridisegnare i distretti elettorali a favore dei democratici. “Virginia, vota no per salvare il Paese”, ha scritto il tycoon sul suo social Truth a lettere tutte maiuscole.
La vicenda porta la battaglia nazionale sulla ridefinizione dei distretti elettorali in una situazione di sostanziale parità, neutralizzando il vantaggio che i repubblicani si erano costruiti nel 2025, quando avevano ridisegnato le mappe in Texas e altri Stati per ottenere un vantaggio al voto di metà mandato. Al di là dei calcoli legati alla contrapposizione tra ’rossi’ e ’blu’, è probabile che il voto della Virginia dia ulteriore slancio ai democratici, impegnati a sfruttare i bassi indici di gradimento del 33% vantati da Trump, nel mezzo delle incertezze dell’impopolare conflitto con l’Iran.
