«Alley Oop non ha solo raccontato il cambiamento, lo ha legittimato e dimostrato che l’inclusione è un’architettura e non un’aggiunta». A dirlo è Igor Suran, direttore generale di Parks – Liberi e Uguali, associazione nata per supportare le aziende nello sviluppo di pratiche rispettose delle diversità e che, in occasione dell’evento «10 anni di Alley Oop – Il Sole 24 Ore: donne, diritti e alleanze per un Paese più inclusivo» è stato tra i protagonisti dei momenti Alley Talk. Innestandosi tra una tavola rotonda e l’altra, un mix eterogeneo di voci provenienti da istituzioni, politica e terzo settore è salito sul palco portando una parola chiave che potesse, da una parte, raccontare il proprio sforzo nel lungo cammino per i diritti e, dall’altra, testimoniare il tratto di strada percorso insieme ad Alley Oop. Suran è intervenuto con una riflessione sul tema «alleanze» mentre l’economista Azzurra Rinaldi ha esplorato il concetto di «potere». La parola «ribellione» è stata al centro del discorso di Alessandra Marzari, medico presso Pronto Soccorso Ospedale Niguarda Cà Granda Milano e presidente Consorzio Vero Volley, nonché co-fondatrice di Change The Game, associazione contro gli abusi nello sport. Della sua scelta dice: «E’ importante sapersi ribellare a ciò che è ingiusto, contrario ai nostri valori e avere gli strumenti per farlo» e proprio l’attività sportiva «aiuta a sviluppare quelle capacità che permettono una sana ribellione».
In questo viaggio collettivo tra i lemmi dell’uguaglianza, Ilaria Parlanti, scrittrice, firma di Alley Oop e attivista per i diritti delle persone con disabilità, ha scelto «inclusione» mentre le giornaliste del Sole 24 Ore ed esperte in violenza di genere Simona Rossitto e Livia Zancaner hanno parlato rispettivamente di «rete» e «consapevolezza».
Cristiana Scelza, presidente di Valore D (network di imprese che promuove l’equilibrio di genere nelle organizzazioni), si è focalizzata sul concetto di «opportunità» e, citando Einstein, ricorda che dalle crisi nasce l’inventiva: «Quante volte abbiamo pensato: “questa è davvero la fine?” e poi si stava aprendo un capitolo nuovo». Darya Majidi, imprenditrice italo-iraniana e presidente di Un Women Italy, il comitato nazionale che in Italia sostiene la missione di Un Women, ha affrontato il tema dell’«impatto».
Dal cuore del terzo settore arrivano le voci di Marco Chiesara e Daniela Fatarella, figure di riferimento per i diritti di bambini, donne e comunità vulnerabili. Chiesara, presidente di WeWorld, si è occupato di «consenso», mentre Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, di «equità», intesa – spiega – «non come ideale ma risultato di decisioni chiare, che rendono possibile a ogni bambino la libertà di essere e di fare».
Punto di forza degli Alley Talk è stata la coralità dei contributi, provando che lo sviluppo inclusivo e la tutela dei diritti passano necessariamente per l’azione collettiva.









