
Le competenze italiane a servizio di una delle più grandi sfide ambientali dei prossimi decenni: la carenza di acqua. Presente in Italia da 15 anni e dal 2018 rafforzatosi con l’acquisizione del 100% di Oltremare il gruppo tedesco Mann+Hummel investe ora sul sito produttivo di Cerreto D’Esi (Ancona), già oggi principale centro di eccellenza produttivo e di ricerca e sviluppo per la produzione e l’innovazione nel campo della filtrazione idrica di Mann+Hummel.
Ccon 4,5 miliardi di euro di fatturato e oltre 21mila dipendenti nel mondo, il gruppo tedesco è uno dei più grandi produttori mondiali di filtrazione dell’acqua, fondata a Ludwigsburg nel 1941 e tutt’oggi a guida familiare.
Investimento da 40 milioni
Il gruppo ha annunciato un piano di potenziamento del sito, che prevede, entro il 2030, circa 40 milioni di euro di investimento e l’assunzione di oltre 100 nuovi addetti, oltre alla creazione di nuove sinergie con aziende del territorio e collaborazioni con istituzioni accademiche e centri di ricerca.
Le soluzioni filtranti sviluppate nello stabilimento marchigiano guardano a un indotto produttivo ampio, che ha la necessità di trasformare acqua salata o contaminata in acqua dolce e potabile. I sistemi di filtrazione avanzati permettono di filtrare sali minerali, metalli pesanti, batteri, virus e altre sostanze contaminanti, lasciando passare solo le molecole d’acqua. «Si tratta di tecnologie strategiche che potranno sempre di più garantire l’accesso all’acqua in aree soggette a siccità, inquinamento o scarsità idrica», si legge nella nota diffusa dal gruppo.
Know-how italiano
«Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione le competenze acquisite negli anni dal nostro team di tecnici e ingegneri – ha detto Elena Santi, Finance Director LS&E e amministratore delegato di ann+Hummel Water & Fluid Solutions Italia -. La scelta delle Marche non è casuale, si tratta di un territorio con una forte tradizione manifatturiera, una rete industriale consolidata e un capitale umano di alto livello. È qui che il gruppo ha deciso di investire nel futuro. Ci tengo particolarmente a sottolineare anche l’importanza degli istituti di ricerca delle nostre università marchigiane, che ci permettono di perfezionare le nostre competenze e per questo rendere la sede italiana sempre più competitiva nel mercato globale».












