Storie Web lunedì, Gennaio 19
La Russa riapre il caso Garofani: «Meglio che lasci, fosse stato di destra lo avrebbero appeso ai lampioni». Poi frena

“Credo che il segretario del Consiglio Supremo di Difesa – che si deve occupare della difesa nazionale – sia meglio che lasci quel ruolo”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tornando a parlare della vicenda che ha visto coinvolto Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla XXVII Edizione di Italia Direzione Nord in corso a Milano. “Il presidente della Repubblica, che si è trovato tra capo e collo questa vicenda, non ha nessuna responsabilità, e sono certo non condividere le cose dette dal suo consigliere”, ha aggiunto La Russa.

‘Garofani? Fosse di destra sarebbe stato crocifisso, meglio lasci il posto’

“Fosse stato uno di destra, oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente cattolicamente crocifisso. Pensate che questo è il segretario del comitato di difesa, che è quello che si deve occupare della difesa nazionale. Ecco, io credo che almeno quel ruolo forse è meglio che lo lasci a qualcun altro”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo dal palco dell’evento ‘Idn-Italia Direzione Nord’ in corso alla Triennale di Milano, parlando delle polemiche sul consigliere del Capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani. “L’idea che mi sono fatto -dice La Russa- è di un consigliere, che in un ambiente di tifosi più che calcistico, quindi a ruota libera, non so se bevessero anche vino, e come si suol dire ‘in vino veritas, si sia lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di valutazioni sul governo e sulla Meloni. Certo che se a parlare è un consigliere del presidente della Repubblica, non si può addossare ciò che dice al presidente della Repubblica, ma una critica a questo consigliere è assolutamente legittima, specie se gli è stato chiesto di smentire, e lui anziché smentire ha detto che è vero, ma si trattava di chiacchiere tra amici”. “La colpa -aggiunge- è di chi solleva il problema, non di chi forse inconsciamente esprime non il pensiero del presidente della Repubblica, ma i suoi personali desideri, che non sono degni di uno che fa il consigliere del presidente”. E conclude: “Voglio esprimere piena solidarietà al presidente della Repubblica Mattarella che, sono certo, non ha nessuna responsabilità e sicuramente non condivide le idee del suo consigliere”.

La frenata

“Spiace che avere risposto a una domanda sul Consigliere Garofani possa pensare di far riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al Presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse in maniera troppo sincera, che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il ruolo non di Consigliere ma di Segretario del Comitato Supremo di Difesa. Ma non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto” ha poi frenato il presidente del Senato.

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