Storie Web martedì, Settembre 29

“L’arrivo della prossima pandemia è solo questione di tempo: la domanda non è se” arriverà, “ma quando”. Lo ha ribadito il direttore generale dell’Organizzazione mondiale  della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo discorso a New York  al Meeting di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie. 

“Il mondo non è abbastanza preparato ad affrontare una nuova emergenza”

“Non si può  mai dire che il mondo sia abbastanza preparato” ad affrontare una  nuova emergenza globale, perché “la minaccia evolve e altrettanto  dobbiamo fare noi”, ha spiegato. Ma alla domanda se “oggi il mondo è  più pronto di quanto non lo fosse prima del Covid”, per il Dg dell’Oms la risposta “sì e no”. 

Il tassello mancante è “il Pabs, il Sistema di  accesso ai patogeni e di condivisione dei benefici, su cui i Paesi  stanno continuando a negoziare”. E allora “vi lascio con una sola  richiesta, una soltanto: portate a termine il Pabs, fatelo il prima  possibile”, è l’appello di Tedros. “Vi prego di concludere i negoziati al più presto”, perché “ulteriori ritardi – avverte – costeranno caro  a tutti i Paesi quando arriverà la prossima pandemia”.

“Poco dopo la mia elezione a direttore generale nel 2017 – ha  ricordato il capo dell’Oms – fui invitato a intervenire a un evento  alla Columbia University, qui New York, durante i lavori  dell’Assemblea generale” Onu. “Il titolo era: ‘Il mondo è pronto per  la prossima pandemia?’ La mia risposta fu no. Poco più di 2 anni dopo arrivò Covid-19 e, in effetti, il mondo non era preparato. Si è  trattato della più grave crisi sanitaria globale dell’ultimo secolo, che ha causato oltre 20 milioni di morti in eccesso e ha sottratto  oltre 10.000 miliardi di dollari all’economia mondiale. La pandemia ha messo a nudo e ha esacerbato le criticità della sicurezza sanitaria  globale”. E così, “durante la pandemia e nel periodo successivo, l’Oms ha avviato 10 iniziative in 5 aree chiave per rendere il mondo più  sicuro di fronte a future epidemie e pandemie”: il Fondo pandemico, la Revisione universale della preparazione e della salute, il Centro Oms  per l’Intelligence su pandemie ed epidemie di Berlino,  l’Act-Accelerator, il Covax, la Rete provvisoria per le contromisure  mediche, il Programma di trasferimento tecnologico per l’mRna in  Sudafrica, l’Iniziativa di formazione della forza lavoro per la  bio-produzione nella Repubblica di Corea, il BioHun dell’Oms in  Svizzera e il Corpo globale per le emergenze sanitarie, ha elencato il Dg.

“Gli Stati membri – ha continuato – hanno anche consolidato il quadro  giuridico internazionale che disciplina la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie”, e “2 anni fa hanno adottato un pacchetto di emendamenti al Regolamento sanitario internazionale, entrati in vigore lo scorso settembre”. Ancora, “durante l’Assemblea  mondiale della sanità dell’anno scorso avete adottato l’Accordo  dell’Oms sulle pandemie” che rappresenta “un traguardo storico. In un  mondo diviso e fonte di divisioni, i Paesi hanno trovato un terreno  comune per un obiettivo condiviso. Avete dimostrato che il  multilateralismo funziona ancora ed è più vivo che mai”. Ora, però,  “l’ultima tessera del puzzle è il Pabs”. Su questo, “sebbene  permangano delle divergenze, sono fiducioso che i Paesi troveranno un  punto d’incontro, proprio come hanno fatto per l’Accordo pandemico. È  fondamentale che ciò avvenga affinché l’Accordo possa avviare l’iter  di ratifica ed entrare in vigore come norma di diritto  internazionale”, esorta Tedros.

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