«Indossare un profumo RITO significa consacrare sé stessi al proprio sentire. È un’azione che connette passato, presente e visione di sé. Una dichiarazione silenziosa», così Davide Martini e Stefano Torreggiani, fondatori della maison italiana RITO, spiegano la loro idea del profumo. Il brand RITO, profumi artistici italiani, nasce dall’incontro di due mondi solo in apparenza distanti: la nightlife e l’arte da un lato, il design ad alta precisione e l’imprenditoria dall’altro. Un’unione che ha dato vita a un progetto che interpreta il profumo come atto estetico, gesto simbolico e forma intima di identità. «Il mio percorso nelle arti e nella nightlife è stato un continuo allenamento all’emozione», racconta Davide. «Lì ho imparato a cogliere gesti, luci, silenzi. È in quel mondo effimero ma potentissimo che ho intuito come un profumo potesse diventare un costume invisibile». Stefano arriva da un percorso diverso, ma complementare: «Nel mondo delle supercar ho imparato il valore del dettaglio, della precisione estrema e dell’impatto emozionale», spiega. «La danza, invece, mi ha insegnato ritmo e armonia. Con Davide abbiamo capito che il profumo poteva essere il punto di incontro: un oggetto da collezione, un’esperienza sensoriale, un’opera viva».
Il profumo come rito quotidiano
Al centro della filosofia RITO c’è un’idea chiara: indossare un profumo è un gesto consapevole, quasi sacro. Tutto nasce da un pensiero rituale che struttura ogni fase del processo creativo, dalla scelta delle materie prime al design dell’iconico tappo scultoreo. «In ogni fragranza RITO c’è un tempo e un gesto», raccontano i founder. «Il tappo è pensato come un oggetto totemico che ha un peso simbolico e fisico: richiede una scelta, una presenza. Il nome, l’accordo olfattivo, il design del flacone, tutto concorre a creare un momento sacro e personale. Indossare un profumo RITO significa consacrare sé stessi al proprio sentire». Il tappo dei profumi è scultura prismatica tridimensionale, registrata come design originale che diventa simbolo identitario del brand. «Ci siamo ispirati alle architetture delle grandi metropoli moderne, in particolare New York. La geometria per noi è visione del futuro. Quel monolite contemporaneo racchiude molteplici sfaccettature ma un solo cuore. È la chiave che apre il rituale del profumo». Proprio per questo, all’interno di ogni confezione viene inserito anche un tappo tecnico da viaggio: leggerezza e funzionalità in dialogo con la componente artistica.
Materie prime, empatia e responsabilità
Nel selezionare gli ingredienti, Davide e Stefano seguono una filosofia precisa, fondata sul dialogo con i nasi profumieri. «Tutto parte dall’empatia», affermano. «Collaboriamo con i team creativi per scegliere le migliori materie prime disponibili, con l’obiettivo di formulare fragranze identitarie e originali». La sostenibilità non è un elemento aggiuntivo, ma parte del processo. La ricerca è il punto di equilibrio tra eccellenza e responsabilità, senza rinunciare a un impatto olfattivo distintivo. Le loro fragranze nascono per distinguersi, non per assomigliare. «Essere un marchio di profumeria artistica made in Italy rappresenta un impegno autentico: un atto di responsabilità e di orgoglio. Significa portare nel mondo il culto del bello, il talento artigianale e l’audacia culturale italiani». Non sono semplicemente italiani: sono visionari italiani.












