La polvere, di cui il suolo di Marte è molto ricco, costituisce un ulteriore serio problema per gli astronauti che si avventureranno su quel pianeta, come hanno dimostrato studi pubblicati pochi giorni fa sulla rivista scientifica GeoHealth.
Sappiamo che Marte è l’obiettivo finale, per il momento, del programma americano ispirato da Elon Musk che vuole portare sul pianeta rosso un milione di uomini, per far diventare la nostra specie la prima “interplanetaria” e, fra i tanti problemi già individuati, ora si aggiunge ora quello della polvere marziana, che è di dimensioni molto piccole e costituita anche da sostanze tossiche, se non velenose. Problemi quindi perché la polvere, come sappiamo anche dalla nostra esperienza quotidiana, si insinua dappertutto.
Le immagini poi dei vari rover marziani, che operano da mesi e mesi su Marte, ci mostrano dei complessi robot ricoperti di polvere, sollevata dai debolissimi venti marziani, che si deposita anche sulle celle solari, provocando grossi problemi all’alimentazione elettrica.
Anche se la sua atmosfera è leggera e rarefatta, tuttavia si generano brevi vortici molto localizzati dovuti, pare, alla differenza di temperatura. Durante l’anno marziano, che dura 686,98 dei nostri giorni, sul pianeta si hanno tempeste di polvere locali, che coincidono con l’estate nell’emisfero australe, ma ogni tre anni marziani le tempeste diventano globali, su tutto il pianeta.
La dimensione media delle particelle di polvere da quelle parti è proprio piccola, il 4% di un capello per dire, e i polmoni non riuscirebbero a espellerla, per quanto si possa tossire. Nella polvere marziana troviamo perclorati, silice, ossidi di ferro e gesso e si dibatte sulla presenza e quantità di cromo, berillio, arsenico e cadmio, catalogati come tossici. Non è una bella prospettiva ed è probabile quindi che causino malattie, sostanze simili ai componenti della polvere marziana causano malattie sulla Terra, basta pensare alla temibile silicosi.