
L’azienda tedesca Rheinmetall starebbe pensando a una cooperazione con il produttore di satelliti Ohb di Brema per dotare la Germania di un sistema satellitare per le comunicazioni simile a Starlink. La notizia è stata riportata dal quotidiano economico Handelsblatt. Si tratterebbe di una vera e propria “Starlink per la Bundeswehr”, ovvero le Forze armate tedesche. Il progetto della rete satellitare militare si inserisce in un quadro geopolitico più ampio: con i nuovi investimenti, la Germania è destinata a diventare il terzo maggiore investitore mondiale nello spazio, dopo Stati Uniti e Cina. Un segnale chiaro della volontà europea di costruire capacità tecnologiche autonome in un dominio – quello spaziale – sempre più centrale per la sicurezza e la difesa.
Il progetto alternativo Ue
Per quanto riguarda l’Europa, il principale progetto dell’Unione Europea alternativo a Starlink è IRIS² (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite). Con un costo stimato di oltre 12 miliardi di euro, si tratta di una costellazione di circa 290 sattelliti progettata per garantire all’Europa l’indipendenza strategica e la sovranità digitale nelle telecomunicazioni. A differenza di Starlink, che è interamente privata, IRIS² è un partenariato pubblico-privato. Il sistema dovrebbe diventare pienamente operativo nel 2030.
Le mosse dell’Italia
Anche l’Italia si è mossa. Il progetto Mercurio è il nome della futura costellazione satellitare progettata per operare in orbita bassa terrestre (LEO) con finalità duali (civili e militari). Presentato nel 2025 come alternativa o complemento strategico a sistemi privati come Starlink e alla futura costellazione europea IRIS², il progetto è attualmente in fase di sviluppo avanzato. Coordinato dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e all’Aerospazio (COMINT), vede il coinvolgimento industriale di Leonardo e delle sue joint venture (come Telespazio e Thales Alenia Space). Dopo lo studio di fattibilità concluso nel 2025, il progetto è entrato nella “Fase 2” per la definizione dei contratti industriali. L’operatività completa è stimata non prima del 2031.
L’Italia, che ospiterà il prossimo Consiglio ministeriale Esa nel 2028, ha inoltre avviato dialoghi con Germania e Francia per valutare possibili sinergie nella realizzazione di una costellazione di satelliti per telecomunicazioni in orbita bassa allo scopo di garantire servizi inerenti alla difesa e alle comunicazioni istituzionali (si veda anche Il Sole 24 Ore del 28 novembre). Anche se nessuna la evoca direttamente, l’ambizione è preparare un’alternativa europea alla Starlink di Elon Musk. «Abbiamo già affidato uno studio di fattibilità all’Agenzia spaziale italiana per un progetto di questo tipo – ha spiegato in passato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – e negli incontri avuti con i ministri di Germania e Francia ho esposto la possibilità di farlo insieme, con accordi intergovernativi se ogni Stato realizzerà la propria costellazione, ciascuno con le sue grandi imprese, oppure attraverso un unico progetto comune». Il futuro di iniziative in questo campo, a ogni modo, sembra legato all’evoluzione che avranno i programmi europei Ers e Iris², quest’ultimo in particolare dato in grande difficoltà rispetto ad ambizioni e cronoprogramma iniziale.
La cooperazione aerospaziale tra Italia e Germania
La scorsa settimana Urso, ha ricevuto al Mimit, la ministra federale dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche, e la ministra federale della Ricerca, della tecnologia e dello spazio, Dorothee Bär. La cooperazione aerospaziale è stata invece al centro del secondo bilaterale. Con Bär Urso ha condiviso un joint statement volto a estendere la collaborazione tra Italia e Germania. «L’intesa rappresenta un primo importante tassello per sviluppare in sintonia con gli altri paesi europei, a partire dalla Germania, programmi satellitari volti a rafforzare la sovranità tecnologica del continente», ha dichiarato il Urso. «Germania e Italia rafforzano insieme il continente spaziale europeo», ha dichiarato Bär.










