Storie Web martedì, Aprile 21

I segnali sono incoraggianti: qualche defezione – tra i visitatori in arrivo dall’area del Golfo o da altri Paesi i cui voli transitano per quell’area – sarà inevitabile. Ma stando ai biglietti venduti, alle prenotazioni alberghiere e alle prenotazioni dei voli, il Salone del Mobile di Milano che apre oggi a Rho, negli spazi di Fiera Milano, si preannuncia con numeri positivi che confermano l’importanza di questa manifestazione non solo per l’industria italiana del design, ma anche per la comunità del design e del progetto a livello globale.

Un’ulteriore conferma dell’importanza di questa manifestazione è data dalla nutrita presenza di istituzioni politiche. Oggi sono infatti attesi, al taglio del nastro, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. In tarda mattinata è attesa anche la premier Giorgia Meloni, mentre nel primo pomeriggio arriverà anche il vice presidente del Cdm e ministro della Infrastrutture Matteo Salvini.

Un punto fermo… in evoluzione

Un «punto fermo in un tempo instabile». Questo è, nelle parole della presidente Maria Porro, il Salone del Mobile di Milano. E mai come in questi ultimi anni essere un punto fermo – sebbene in continua trasformazione ed evoluzione – è diventato un valore fondamentale per le imprese e i professionisti dell’arredo e del design, sovrastati da eventi imprevedibili e incontrollabili.

La pandemia da Covid 19, la guerra tra Russia e Ucraina, la crisi energetica e delle catene di approvvigionamento, i dazi americani, il rallentamento della promessa cinese. E ora la guerra in Iran, che mette a rischio la crescita globale, impattando in particolare su un’area – quella del Golfo – in cui l’industria dell’arredamento sta investendo da anni con convinzione, come dimostra l’evento pilota organizzato lo scorso novembre a Riyadh dal Salone stesso («Red in Progress»), in vista del lancio, il novembre prossimo, della prima edizione di un vero e proprio spin-off della manifestazione nella capitale saudita.

Gli effetti della guerra in Iran

L’impatto della guerra sul Salone è stato pressoché nullo per quanto riguarda gli espositori: solo due aziende, una libanese e una indiana, hanno cancellato la propria partecipazione, perché impossibilitati a spedire le merci, oltre a due gallerie emiratine. Eventuali defezioni da parte dei visitatori saranno invece quantificabili solo a partire da oggi, giorno di inaugurazione della 64esima edizione della manifestazione, che sarà aperta fino a domenica negli spazi di Fiera Milano a Rho.

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