
Se dovessimo immaginare una patria per i robot umanoidi, questa sarebbe senza alcun dubbio la Cina. Pechino vanta una leadership solida in questo settore, frutto di investimenti mirati e innovazione. E non è un caso, allora, che al tradizionale Spring Festival Gala trasmesso dalla CCTV per il Capodanno lunare, siano stati proprio i robot umanoidi a prendersi il ruolo di protagonisti centrali dello spettacolo. Uno spettacolo scenografico, certo, ma soprattutto una dimostrazione pubblica di capacità tecnologica.
Sul palco, per la celebrazione dell’anno del Cavallo, si sono alternati modelli sviluppati da startup cinesi come Unitree Robotics, Galbot, Noetix e MagicLab. I robot hanno eseguito coreografie sincronizzate, dimostrazioni di arti marziali e interazioni con performer umani, mettendo in mostra tutti i passi in avanti fatti dal settore negli ultimi mesi. Dalla stabilità dinamica, fino al controllo dell’equilibrio e alla coordinazione nei movimenti complessi.
Un settore ormai strategico
È giusto sottolineare come questo Gala, per la Cina, non è un semplice evento televisivo, ma uno degli appuntamenti più seguiti e attesi in Cina, tradizionalmente utilizzato per riflettere priorità politiche e industriali. Per questo la scelta di mettere al centro la robotica umanoide indica la rilevanza strategica attribuita al settore da Pechino.
Ormai da tempo la Cina sta assumendo un ruolo dominante nella produzione globale di robot umanoidi, sostenuta da una catena di fornitura integrata che combina componentistica elettronica, batterie, sensori, intelligenza artificiale e capacità manifatturiera su larga scala. Il settore è considerato uno dei pilastri della nuova fase di industrializzazione ad alto contenuto tecnologico voluta da Xi Jinping, insieme ai semiconduttori avanzati e all’intelligenza artificiale generativa.
L’industria dei robot in prima serata
Così il messaggio che emerge dal Gala è industriale prima ancora che simbolico: la robotica umanoide che abbatte i confini dei laboratori o dei video virali online, e diventa un elemento della narrativa nazionale sul progresso tecnologico. Portarla in prima serata significa presentarla come tecnologia pronta a uscire dalla fase sperimentale e a entrare in applicazioni concrete, dall’industria ai servizi.








