Storie Web martedì, Giugno 2

Cinquemila euro per tornare in Sicilia. Ma soprattutto un Impact Bond triennale, allo studio con un primario istituto bancario, per trasformare il rientro dei talenti digitali da iniziativa aziendale a progetto finanziario strutturato. La sfida lanciata da Aitho, tech company catanese specializzata in intelligenza artificiale e sviluppo software, va oltre il welfare aziendale: è il tentativo di costruire una politica privata contro la diaspora tech, agganciando Catania ai mercati internazionali e in particolare alla Svizzera.

L’annuncio è arrivato durante CATAN.IA 2026, evento organizzato da Aitho e Datapizza alla Vecchia Dogana Hub di Catania, con oltre 500 presenze tra imprese, istituzioni, startup, università e studenti. Il tema è uno dei più delicati per l’Isola: la fuga di capitale umano qualificato. Una frattura che non riguarda solo i giovani che lasciano la Sicilia per cercare lavoro altrove, ma anche la capacità del territorio di costruire imprese, trattenere competenze, attrarre investimenti e produrre innovazione.

Aitho prova a capovolgere il racconto: non più soltanto Sicilia come luogo da cui partire, ma come base da cui lavorare per clienti e mercati globali. «La narrativa più ricorrente al Sud è quella secondo cui mancano sempre le condizioni, i capitali o le infrastrutture per fare avvenire le cose. Con questo evento dimostriamo che Catania non parte da zero e ha tutte le competenze per creare connessioni di altissimo livello», dice Davide Pisasale, co-founder e Ceo di Aitho. L’azienda catanese ha alle spalle un percorso già consolidato. La società, costituita nel 2016 dai fratelli Davide e Giambattista Pisasale, è oggi una Srl società benefit e PMI innovativa. Si appresta a superare i 5 milioni di fatturato nel 2026, con un organico di oltre 60 dipendenti. I numeri raccontano una piccola impresa tech ormai strutturata, ma anche un modello economico molto legato al capitale umano.

La misura più immediata è il bonus rientro da 5 mila euro destinato ai professionisti digitali siciliani che decidono di riportare la propria residenza sull’Isola. Secondo quanto dichiarato da Pisasale, Aitho è l’unica azienda del territorio ad avere introdotto un incentivo di questo tipo. La formula va però letta dentro un percorso già avviato: negli anni scorsi la società aveva sperimentato un bonus da 3 mila euro per i “cervelli di rientro” e per chi segnalava talenti da assumere. Ora l’asticella viene alzata e affiancata da un’ipotesi più strutturata: un Impact Bond triennale dedicato al rientro dei professionisti tech e all’occupazione giovanile altamente specializzata.

L’Impact Bond potrebbe trasformare il rientro dei talenti in un obiettivo misurabile, finanziabile e replicabile. Non solo un incentivo all’assunzione, dunque, ma uno strumento capace di sostenere nel tempo percorsi di rientro, formazione, inserimento e crescita nel settore digitale.

Condividere.