Storie Web martedì, Marzo 10

Lo scontro tra maggioranza e opposizione sul Referendum si apre a meno di due settimane dal voto. Ed è la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi a infiammare il dibattito, dopo il suo intervento, durante una trasmissione sull’emittente siciliana Telecolor, a favore del Sì alla riforma che prevede la separazione delle carriere per i magistrati. La frase: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è pilot…sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione”, è arrivata al termine di un botta e risposta con la senatrice Ilaria Cucchi, che le aveva chiesto perché il governo abbia “tutto questo interesse per il processo penale”, quando le maggiori criticità sono nel civile.

“Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie – ha risposto Bartolozzi – poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone”. Aggiungendo poi quella frase sulla magistratura.

Dichiarazioni che non sono per niente piaciute alla premier Meloni, si racconta in ambienti della maggioranza, fortemente contrariata dalle uscite della stretta collaboratrice del Guardasigilli.  Meloni è scesa in campo oggi di buon mattino, con un video: “per fare chiarezza” in vista del referendum del 22 e 23 marzo, per “rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”, per spingere le persone a mettere una X sul Sì. La premier ribadisce che l’esito della consultazione non inciderà sulla tenuta dell’esecutivo, che in caso di sconfitta “il governo non si dimetterà”, perciò “consiglio di non cadere nella trappola”.

Ma nel pomeriggio, è il video dell’intervento della capo di Gabinetto- diffuso via social dal Pd – a scatenare la bufera. La collaboratrice del ministro “dovrebbe immediatamente dimettersi- hanno detto i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli– E, se non lo fa, dovrebbe essere il ministro Nordio a cacciarla seduta stante”.

Con sarcasmo, il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha proceduto a una sorta di somma algebrica dei due interventi: “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusy Bartolozzi, il Capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi”. Per il Movimento, quello di Bartolozzi “è un messaggio eversivo, che chiarisce ancora una volta perché il governo Meloni ha voluto questa riforma: sbarazzarsi della magistratura.

Qualche ora più tardi, Bortolozzi ha chiarito: “Fin dall’inizio della trasmissione ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”. 

Ma il senso della polemica non è cambiato. Lapidarie le conclusioni della deputata del Pd, Simona Bonafè, che ha fatto il link fra il video della premier e le parole di Bartolozzi: “In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In13 secondi, Giusy Bartolozzi le ha azzerate tutte”. Fa eco il segretario di Più Europa Riccardo Magi: “La migliore risposta al video di Meloni che chiedeva di stare sul merito è arrivata con i deliri di Bartolozzi che evidentemente vuole affossare la riforma del suo ministro. Siete ancora sicuri che siano i magistrati a impedirvi di governare?”.

Condividere.