Storie Web giovedì, Giugno 11

La Bce alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. La decisione, ampiamente attesa dagli economisti dopo lo shock energetico causato dalla guerra all’Iran, rappresenta la prima stretta monetaria dal settembre 2023.   Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%. 

La Bce ha ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita, e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all’Iran. 

La crescita – nel nuovo scenario ‘di base’ – è ora attesa a 0,8%per il 2026 (da 0,9% delle precedenti ‘staff projections’ dimarzo), 1,2% per il 2027 (da 1,3%) e alzata a 1,5% (da 1,4%) per il 2028.   L’inflazione è alzata a 3% per quest’anno, 2,3% per il 2027 e poi frena al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni.   “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si legge in una nota della Bce.

Le prospettive per l’area euro “restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”. Lo rileva la Bce nel comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo. “Questa incertezza si riflette anche nell’ampiezza dei valori dell’inflazione e della crescita nei nuovi scenari formulati a scopo illustrativo dagli esperti dell’Eurosistema”.

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