Storie Web martedì, Settembre 8

Sceglie il silenzio, Giorgia Meloni. Con l’omologo belga Bart De Wever c’è modo di mettere a fuoco tutti i temi dell’agenda internazionale, dalla guerra in Ucraina ai dossier economici fino a quella che la premier chiama la movimentata estate su fronte dell’immigrazione. Mi vengo fermamente convinta che sia possibile preservare nel migliore dei modi lo spazio Schengen solo se si difendono i confini esterni dell’Unione, solo se tutti gli Stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti. Non c’è spazio, almeno nelle dichiarazioni congiunte, per il trionfo dell’AFD in Sassonia. A parlare sono i vice, due reazioni opposte che innescano un cortocircuito nel governo. Tajani, voce della diplomazia, non nasconde i timori per il successo di una forza che definisce contraria ai valori occidentali. Un campanello d’allarme che non va sottovalutato, secondo Stefania Craxi: “Dalla Germania arriva un avvertimento per l’Europa. Gli estremismi sono il sintomo di un malessere profondo. Per contrastarli l’Europa deve cambiare rotta. Servono crescita e debito comune”. Brinda, invece Salvini, che fa sapere di aver sentito la leader AfD,  con cui però non è alleato in Europa, incongruenza in cui affonda la lama Vannacci che invece condivide la Casa europea con i tedeschi. Solo due anni fa la Lega, d’accordo con le Pen, ha cacciato AfD. “Questa, la loro coerenza, ho fatto bene ad andarmene”, gongola l’ex generale. Salvini ricorda il tradimento, poi conclude: “Vinceremo, senza Vannacci”.

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