Storie Web giovedì, Agosto 6

Mezzi di trasporto e farmaci non bastano. Anche se i settori tradizionalmente più tonici dell’ultimo periodo continuano a crescere, la media della produzione industriale a giugno è negativa, spinta al ribasso da una lunga sequenza di segni meno, a partire dalla moda.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nel mese il calo congiunturale è di un punto, dello 0,6% su base annua, andando così a limare al ribasso il già magro bilancio del 2026, che a questo punto si riduce allo 0,5% di crescita. Peggior settore è quello del tessile-abbigliamento, in discesa di oltre sette punti, ma a frenare sono anche legno-carta, gomma-plastica, chimica, metallurgia e macchinari.

In progresso invece elettronica, farmaceutica e mezzi di trasporto, trainato di recente dal rimbalzo delle auto. Se quello dei mezzi di trasporto, con un progresso di 10 punti, è il miglior comparto del 2026, altrove scorrendo l’elenco dei settori si trova più di un segno negativo. Come accade per la moda, il legno e la carta o ancora la chimica, mentre il comparto alimentare è a ridosso di quota zero, sugli stessi livelli del 2025.

Dati non brillanti quelli manifatturieri già recepiti del resto nei dati del Pil del secondo trimestre che per l’Italia evidenzia segnali di tenuta, con dati oltre le attese (+0,2 congiunturale, +1% annuo, trainato però dai servizi, non dall’industria), spingendo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio a rivedere al rialzo di quattro decimali la stima 2026 portandola a +0,9%, sulla spinta della domanda interna a fronte di esportazioni nette a crescita zero.

Un quadro che resta caratterizzato da luci e ombre, perchè se è vero che in una fase complessa come quella attuale l’export totale cresce del 3,4% tra gennaio e maggio, dei nove miliardi di progresso in valore corrente ben sei sono attribuibili all’oro in lingotti diretto verso la Svizzera, al netto del quale i progressi del made in Italy si ridimensionano di molto. Come del resto evidenziato dalle vendite estere 2026 in calo per alimentari, moda e mobili, mentre macchinari e mezzi di trasporto (auto escluse) restano al palo. Altrove in Europa arrivano segnali misti. Se da un lato è in lieve calo la produzione industriale francese di giugno (-0,1% mensile, -1,1% per la sola manifattura), è rilevante la schiarita visibile in Germania. Con Berlino a vedere un Pil del secondo trimestre in progresso in linea con quanto fatto dall’Italia mentre il mese di giugno presenta ordini manifatturieri in progresso oltre le attese, in particolare provenienti dal mercato interno: il guadagno complessivo è del 3,1% nel mese, del 6,5% su base annua, con i macchinari a crescere in doppia cifra. In termini produttivi in Germania resta in bilico il settore auto, con una produzione interna in calo di tre punti nel primo semestre pur in presenza di un mese di giugno positivo. Il totale prodotto tra gennaio e giugno a Berlino è comunque pari a 2,1 milioni di unità mentre in Italia, dove pure i volumi crescono del 26% rispetto ai minimi dello scorso anno , (ma solo del 4,5% a giugno) le vetture prodotte sono state 167mila.

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