Storie Web mercoledì, Febbraio 4
Istat: nel paniere entrano divise scolastiche e i filati per uncinetto

Nel paniere di calcolo dell’inflazione, per il 2026, entrano le uniformi scolastiche, al cui interno vengono rilevati i grembiuli scolastici per bambini e le uniformi scolastiche per ragazzi, che confluiscono nella classe Indumenti. Lo comunica l’Istat che ha provveduto all’aggiornamento del campione di beni e servizi inclusi nel paniere che tiene conto sia dell’evoluzione di norme e classificazioni, sia dell’evoluzione dei comportamenti di consumo, così da garantire che la selezione campionaria delle referenze che alimentano il calcolo degli indici dei prezzi sia ampiamente rappresentativa della spesa per consumi delle famiglie.

Nel calcolo anche i kit di videosorveglianza e il carbone a legna

Nel paniere entrano anche: gli accessori per l’abbigliamento, al cui interno vengono rilevati i filati per maglia e uncinetto, che confluiscono nella classe Altri articoli di abbigliamento e accessori per l’abbigliamento, le apparecchiature di sicurezza, al cui interno vengono rilevati i kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto, che confluiscono nella classe Attrezzature e prodotti di sicurezza per la manutenzione e la riparazione dell’abitazione, il carbone di legna, al cui interno vengono rilevate carbonella o bricche di carbone per barbecue, che confluiscono nella classe Combustibili solidi.

Rilevati i tappetini per il bagno e i costi dell’ambulanza privata

Nelle novità compaiono anche altri tessili per la casa, al cui interno vengono rilevati i tappetini per il bagno, che confluiscono nella classe Tessili per la casa, i servizi di trasporto di emergenza di pazienti e soccorso di emergenza, al cui interno si rileva il trasporto con ambulanza privata, che confluisce nella omonima classe, gli articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto, al cui interno vengono rilevati tende e zaini da campeggio, che confluiscono nella classe Articoli sportivi, per campeggio e per attività ricreative all’aperto. A questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata: software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus, che confluiscono nella omonima classe.

Le rilevazioni in 80 comuni (84% della popolazione)

Nel complesso, sono circa 27 milioni le quotazioni di prezzo – di fonte scanner data e provenienti mensilmente dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) – utilizzate nel 2026 per la stima dell’inflazione; 404mila sono rilevate sul territorio dagli Uffici comunali di statistica (UCS); circa 188mila sono raccolte dall’Istat (direttamente o tramite fornitori di dati) e circa 203mila provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Con riferimento ai canoni di affitto di abitazioni di proprietà privata, le osservazioni disponibili per la stima dell’inflazione sono circa un milione e mezzo. Nel 2026, sono 80 i comuni (in cui risiede l’84,0% della popolazione residente in Italia) che contribuiscono al calcolo degli indici dei prezzi al consumo (come nel 2025); altri 10 comuni (in cui risiede un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.

Condividere.