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Israele, Ong: Governo interrompa misure registrazione per tutelare aiuti umanitari

Comunicato congiunto 53 Ong internazionali in seguito alla notifica ufficiale del 30 dicembre scorso ricevuta da 37 Organizzazioni, secondo cui le loro registrazioni sarebbero scadute l’indomani

“Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle Ong internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza”.

Così in un comunicato congiunto 53 Ong internazionali in seguito alla notifica ufficiale del 30 dicembre scorso ricevuta da 37 Organizzazioni, secondo cui le loro registrazioni sarebbero scadute l’indomani.

A partire da questa data è iniziato un periodo di 60 giorni, al termine del quale le Ong sarebbero obbligate a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

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“Chiediamo al Governo di Israele di interrompere immediatamente le procedure di cancellazione della registrazione e di revocare le misure che ostacolano l’assistenza umanitaria – si legge nella nota -. Esortiamo i governi donatori a utilizzare tutta la loro influenza per garantire la sospensione e l’annullamento di queste azioni”. Le operazioni umanitarie indipendenti e basate sui principi secondo quanto scrivo le Ong devono essere protette affinché i civili possano ricevere l’assistenza urgente di cui hanno bisogno.

Poi, il riepilogo degli interventi: dalla sanità – dove la cancellazione della registrazione comporterebbe la chiusura immediata di circa un terzo delle strutture sanitarie – alla sicurezza alimentare per cui nel 2024 le Ong hanno fornito più della metà di tutta l’assistenza, inclusa la maggior parte dei punti di distribuzione dei pasti pronti.

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