Lo scoppio delle proteste per il caro vita. Il regime ordina il blackout di Internet
La situazione in Iran si fa sempre più difficile. Finora, la violenza alle manifestazioni ha causato la morte di almeno 42 persone, mentre più di 2.270 sono state arrestate. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency. Ali Khamenei potrebbe voler lasciare l’Iran, ha detto in un’intervista a Fox News Donald Trump. La guida suprema dell’Iran, secondo il presidente degli Stati Uniti, “sta cercando un posto dove andare. La situazione sta peggiorando molto”.
Nella notte le proteste sono continuate con manifestazioni di massa che hanno interessato le principali città del paese islamico, a partire dalla capitale Teheran. A scatenare le manifestazioni è l’aumento dell’inflazione conseguente alla svalutazione del riyal, la moneta nazionale iraniana. A causa della manifestazioni, le autorità iraniane hanno disposto un blackout totale delle comunicazioni via social che risultano inaccessibili in tutto il Paese. Questa mattina i media ufficiali iraniani hanno rotto il silenzio sulle manifestazioni, attribuendo la responsabilità delle proteste ad “agenti terroristici” di Stati Uniti e Israele che avrebbero appiccato incendi e innescato violenze.
Nel Paese intanto il blocco di Internet sembra aver messo offline anche le agenzie di stampa statali e semiufficiali iraniane. Il riconoscimento della TV di Stato alle 8 di questa mattina ha rappresentato la prima dichiarazione ufficiale sulle manifestazioni. La TV di Stato ha affermato che le proteste hanno visto episodi di violenza che hanno causato vittime. Ha anche detto che durante le proteste “sono state incendiate auto private, motociclette, luoghi pubblici come la metropolitana, camion dei pompieri e autobus”.



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