
Nuovi video provenienti dall’Iran e verificati dalla Bbc rivelano la portata della repressione del regime di Teheran. Le immagini mostrano manifestanti che distruggono le telecamere di sicurezza e checchini posizionati sui tetti degli edifici.
Le immagini verificate dalla Bbc
In un video girato nella capitale, un manifestante si arrampica su un palo e distrugge due telecamere di sorveglianza, applaudito dalla folla. Un altro filmato a Mashad, nel nord-est del Paese, mostra due cecchini, parte delle forze di sicurezza iraniane schierate per contrastare le proteste. Uno è accanto a un fucile appoggiato a un muro, mentre l’altro fuma accovacciato a terra, probabilmente in posizione di sorveglianza. L’emittente britannica segnala che le proteste hanno coinvolto almeno 71 centri urbani, ma le informazioni sono parziali a causa del blackout di internet imposto dalle autorità fin dall’8 gennaio. Alcuni cittadini sono riusciti a connettersi brevemente grazie a sistemi satellitari come Starlink o tramite vpn, consentendo la diffusione parziale dei video.
Le immagini citate dalla Bbc risalgono all’8 e 9 gennaio, giorni in cui in seguito a un appello di Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo Shah, ci sono state più vittime tra i manifestanti. Nei video verificati si vedono anche almeno 31 corpi all’interno dell’obitorio dell’ospedale Tehranpars e sette sacchi per cadaveri all’esterno dell’ingresso. In un altro filmato, centinaia di persone protestano lungo un’autostrada a ovest di Teheran, mentre si sentono colpi di arma da fuoco e urla.
I numeri della repressione
Nel frattempo, il bilancio delle vittime dei disordini continua ad aggiornarsi. Secondo la Human Rights Activists News Agency (Hrana), sarebbero quasi 6.000 le persone uccise confermate, di cui 5.633 manifestanti, mentre ulteriori 17.ooo morti segnalate sono attualmente in fase di verifica. Il bilancio reale potrebbe superare le 25.ooo vittime, come segnalato dall’associazione Iran Human Rights (Ihr), con sede in Norvegia.
Il regime nega e racconta una realtà diversa: oltre 3.100 morti, che tuttavia secondo le autorità iraniane sarebbero in gran parte personale di sicurezza o civili colpiti dai “rivoltosi”.







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