Lavoratori dei trasporti filippini scioperano per i costi dei carburanti
Centinaia di lavoratori dei trasporti hanno scioperato a Manila per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante. I prezzi di diesel e benzina sono infatti più che raddoppiati dallo scoppio della guerra con l’Iran e le Filippine sono ora in stato di emergenza energetica nazionale. Lo riporta la Bbc. Il presidente Ferdinand Marcos ha dichiarato di essere al lavoro per garantire nuove fonti di petrolio, aggiungendo che il Paese sta «valutando ogni possibile soluzione». Gli scioperi sono guidati dalla coalizione sindacale dei trasporti Piston, che ha posto una serie di richieste: dall’abolizione delle tasse sui carburanti alla riduzione dei prezzi del petrolio, dall’abbandono della deregolamentazione all’introduzione del controllo statale, oltre ad aumenti tariffari e a salari più alti. Ieri Marcos ha firmato una legge che lo autorizza a sospendere o ridurre temporaneamente l’accisa sui prodotti petroliferi. Dall’inizio delle ostilità in Medio Oriente, il governo ha offerto sussidi agli autisti dei trasporti, ridotto i servizi di traghetto e introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici per risparmiare carburante. Martedì è stato inoltre dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale, conferendo al governo l’autorità legale per imporre misure volte a garantire la stabilità energetica e a proteggere l’economia nel suo complesso.
Teheran, parlamento lavora a legge per imporre pedaggi a navi in Stretto Hormuz
Secondo quanto riportato dai media locali, il parlamento iraniano sta lavorando a un disegno di legge per formalizzare le tariffe che, a quanto pare, verranno applicate ad alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz. Le agenzie di stampa Fars e Tasnim, entrambe vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno citato il parlamentare Mohammadreza Rezaei Kouchi, il quale avrebbe affermato che «il parlamento sta portando avanti un piano per codificare formalmente la sovranità, il controllo e la supervisione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, creando al contempo una fonte di entrate attraverso la riscossione di pedaggi». «È del tutto naturale, così come le merci pagano tasse di transito quando attraversano altri corridoi, anche lo Stretto di Hormuz è un corridoio», avrebbe dichiarato, «noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino tali tasse».
Israele, cinque feriti da bomba a grappolo iraniana
Cinque persone sono rimaste leggermente ferite a seguito dell’impatto di una bomba a grappolo iraniana a Kafr Qasim, nel centro di Israele, secondo quanto riferito dai soccorritori.
Il Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce rossa, ha dichiarato che le cinque persone colpite dalla bomba a grappolo sono state trasportate in ospedale.
Diverse submunizioni del missile balistico iraniano hanno colpito la città, causando danni. L’ultimo attacco missilistico lanciato dall’Iran era stato effettuato 14 ore prima.









