
La Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha attribuito al “nemico” la crisi valutaria e le difficoltà economiche del Paese, sostenendo che la svalutazione del rial e l’instabilità dei cambi non siano fenomeni naturali, ma il risultato di azioni ostili alla Repubblica islamica. In un intervento a Teheran, durante un incontro con le famiglie delle vittime della cosiddetta ’Guerra dei 12 giorni’ con Israele, Khamenei ha fatto riferimento alle recenti proteste dei commercianti del bazar della capitale, scoppiate in seguito alle forti oscillazioni del rial. La Guida Suprema ha riconosciuto la legittimità delle proteste economiche, affermando che “quando un commerciante vede la svalutazione della moneta nazionale e l’instabilità dei prezzi della valuta, e dice che non può fare affari, ha ragione”.
Ha aggiunto che il presidente Masoud Pezeshkian e gli altri vertici dello Stato “stanno lavorando per risolvere il problema”. Allo stesso tempo, Khamenei ha tracciato una netta distinzione tra manifestazioni pacifiche e disordini: “Protestare è giusto – ha scandito – ma è diverso dal provocare una rivolta. Parliamo con chi protesta, ma non ha senso parlare con i rivoltosi”. Secondo la Guida Suprema, infatti, gruppi di “mercenari legati al nemico” si sarebbero infiltrati tra i commercianti, scandendo slogan “anti-Islam, anti-Iran e anti-Repubblica Islamica” con l’obiettivo di creare caos e insicurezza.
Definendo il bazar una componente “fedele, sana e rivoluzionaria” del sistema, Khamenei ha sottolineato che la Repubblica Islamica “non può essere attaccata in nome del mercato”. Ha quindi invitato le forze di sicurezza ad “agire con decisione” contro coloro che, a suo dire, sfruttano le proteste economiche per destabilizzare il Paese. Nel passaggio conclusivo del discorso, la Guida Suprema ha ribadito la linea di fermezza nei confronti degli avversari esterni: “Non ci tireremo indietro di fronte al nemico. Affidandoci a Dio Onnipotente e confidando nel sostegno del popolo, metteremo il nemico in ginocchio, con successo divino”.
Le dichiarazioni di Khamenei sono lette come un possibile via libera a un approccio più duro da parte delle autorità contro le manifestazioni, esplose in un contesto di grave crisi economica. La valuta iraniana, il rial, viene attualmente scambiata a circa 1,4 milioni per un dollaro. “Con i manifestanti si può dialogare, i funzionari devono parlare con loro – ha detto Khamenei – ma non c’è alcun beneficio nel parlare con i rivoltosi. I rivoltosi devono essere messi al loro posto”.
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