Storie Web giovedì, Luglio 16

Dopo due anni consecutivi in frenata torna a crescere la massa di investimenti diretti nel mondo, progresso di quasi 100 miliardi di dollari che porta il totale a quota 1624.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il rapporto mondiale 2026 realizzato dalla Conferenza dell’Onu sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad) evidenzia però una netta dicotomia nei trend. Perchè se da un lato nei paesi sviluppati i progressi sono a doppia cifra sia in termini di valore che di numero di progetti greenfield, la situazione nelle aree in via di sviluppo è quasi stagnante nei valori (solo +2%) e in riduzione nelle numeriche delle operazioni. Divergenza nei trend e nei valori assoluti ancora più visibile scomponendo il globo in fasce di reddito, dove sono i paesi con i valori più elevati a continuare a ritagliarsi la fetta maggiore della torta e l’Europa a presentare i tassi di crescita maggiori (+39%). Per le nazioni a medio-basso reddito la riduzione dei flussi è infatti del 5% e anche se per i paesi in coda alla classifica si registra una crescita media del 10%, in valore assoluto si tratta di appena 20 miliardi di dollari, poco più dell’1% del totale.

Per l’Italia i numeri 2025 non sono particolarmente positivi, con un flusso di investimenti in ingresso di 8,8 miliardi (dai 20 del 2024), ampiamente superato da quello in uscita, a quota 30 miliardi di dollari, anche in questo caso in calo rispetto all’anno precedente.

A guidare la classifica ancora una volta sono gli Stati Uniti, sia nei flussi in uscita (263 miliardi) che come target di investimenti altrui (277 miliardi). Da segnalare, inoltre, che in termini di valori assoluti, dei primi quattro progetti più grandi al mondo, tre sono diretti proprio verso Washington.

Flussi rilevanti non solo in termini finanziari, sottolineano gli estensori del rapporto, tenendo conto che l’investimento diretto rappresenta un fattore chiave di sviluppo. Che include trasferimento tecnologico, nuove competenze, posti di lavoro, accesso a nuovi mercati. Se da un lato c’è un’azienda che entra in una catena del valore regionale, allo stesso tempo c’è un giovane ingegnere che può trovare opportunità in loco senza dover abbandonare il proprio paese.

Condividere.