
Un intervento tecnico di Isaac, società italiana specializzata nel fornire soluzioni per la sicurezza strutturale delle infrastrutture complesse, ha appena messo in sicurezza sismica i più due padiglioni dell’ospedale San Martino di Genova più critici sotto il profilo della continuità della cure. L’operazione, da valore di circa 5 milioni di euro, è stata fatta senza interrompere l’operatività e senza chiudere i due edifici; rientra, peraltro, nel programma di miglioramento e adeguamento sismico delle strutture sanitarie strategiche previsto dal Pnrr.
Il policlinico San Martino, uno dei principali poli ospedalieri italiani, si estende su circa 40 ettari, comprende oltre 50 edifici e dispone di 1.200 posti letto. È un’infrastruttura sanitaria di importanza strategica, non solo per la Liguria ma per l’intero Nordovest italiano: accoglie quotidianamente migliaia di pazienti, operatori sanitari e visitatori. L’intervento di Isaac ha interessato il Monoblocco e il padiglione Specialità, edifici considerati essenziali per la continuità delle attività chirurgiche, diagnostiche e di emergenza, con un ruolo particolarmente rilevante nei percorsi di neurochirurgia e stroke.
Strutture essenziali per la continuità delle cure
La scelta, dunque, di concentrare un intervento su questi due stabili, in particolare, risponde all’esigenza di assicurare la massima sicurezza sismica alle strutture considerate essenziali per la continuità delle cure, a maggior ragione nel caso in cui un terremoto colpisse la Liguria. Il Monoblocco rappresenta, infatti, il cuore delle attività chirurgiche e di una parte rilevante della diagnostica del nosocomio genovese; mentre il padiglione Specialità ospita reparti e percorsi clinici ad altissima criticità – come le già citate neurochirurgia e stroke – costituendo un punto di riferimento unico per l’intera regione.
Isaac sta operando da tempo in Liguria e si è occupata, tra l’altro, di garantire la stabilità sismica alla nuova torre piloti del porto di Genova, disegnata da Renzo Piano. L’azienda si giova di una tecnologia brevettata, il sistema Amd (Active mass damper), progettata per migliorare la sicurezza degli edifici durante i terremoti. La soluzione, spiegano i tecnici dell’azienda, combina sensori accelerometrici, algoritmi di controllo avanzati e masse mobili controllate elettronicamente, in grado di generare forze che si oppongono in tempo reale a quelle indotte dal sisma.
Scongiurata l’evacuazione dei locali durante i lavori
Sul Monoblocco (edificio in calcestruzzo armato a telaio costruito nel 1979, con 15 piani per una superficie di circa 855 metri quadri per piano) l’intervento ha previsto l’installazione di 50 dispositivi Isaac (31 collocati sul solaio di copertura e 19 sul balcone del penultimo piano). A completamento dell’intervento, sono stati realizzati rinforzi locali, in partnership con altri operatori specializzati: il rinforzo di sei travi in facciata, delle travi del balcone del penultimo piano e dei travetti del solaio di copertura.











