
A più riprese Donald Trump e i suoi hanno minacciato di ricorrere all’Insurrection Act per fermare le proteste contro gli agenti anti immigrazione dell’Ice. È una legge utilizzata trenta volte in oltre due secoli dalla sua approvazione, e sempre per situazioni estreme, a difesa della democrazia degli Stati Uniti: assegna infatti un potere enorme al presidente in carica che può decidere di utilizzare le forze militari per svolgere compiti di polizia all’interno del Paese. Sospende dunque le regole abituali e mette da parte un principio radicato nelle leggi americane secondo cui il coinvolgimento interno delle forze armate costituisce una minaccia alla libertà personale.
Il presidente in carica – secondo l’Insurrection Act del 1807 – può mandare l’esercito contro «associazioni, raduni illegali, o ribellioni» che non permettano di applicare le leggi. Quasi sempre (ma non sempre) la legge anti insurrezione è stata utilizzata dal governo federale in accordo con le autorità statali. In ogni caso, una volta messe in campo, le forze militari possono avere un mandato ampio che va dalla repressione dei disordini civili, all’esecuzione degli ordini dei tribunali, fino all’arresto e alla detenzione dei migranti.
Se applicata per volere di Trump alzerebbe dunque in modo drammatico il livello dello scontro, sia rispetto alle operazioni dell’Ice in corso a Minneapolis, sia rispetto all’intervento della Guardia nazionale, che Trump ha già utilizzato, anche a Portland e Chicago, con funzione di sostegno alle retate anti immigrati.
Abraham Lincoln lo utilizzò per fermare la ribellione degli stati del Sud dopo la guerra civile; Ulysses S. Grant lo invocò contro la violenza razzista del Ku Klux Klan. Nel XX secolo, Dwight D. Eisenhower chiese i poteri dell’Insurrection Act per proteggere gli studenti a Little Rock, in Arkansas. Più di recente e per l’ultima volta, nel 1992, è servito a George Bush per placare con i marines le pesanti rivolte di Los Angeles, scatenate dal pestaggio di Rodney King, un nero, da parte di quattro agenti di polizia bianchi.
Ma l’Insurrection Act – nonostante riguardi, per sua natura, situazioni ad altissimo rischio – è stato redatto in termini generali: nulla nel testo definisce cosa si intenda per «insurrezione», «ribellione», «violenza interna». E la Corte Suprema ha deciso fin dall’inizio che spetta esclusivamente al presidente decidere quando mobilitare l’esercito per operazioni nazionali.








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