Avanzo di esercizio a quota 233,5 milioni e spese pensionistiche quasi raddoppiate a 18,9 milioni. Può sembrare un “ossimoro” (avanzo e spese raddoppiate), ma l’Inpgi chiude bene il 2025 non tanto per la performance della gestione finanziaria (4,38%) quanto per il peso assunto dalle ricongiunzioni contributive previste dalla legge 45 del 1990, cioè lo strumento che permette ai professionisti di unire tutti i contributi previdenziali sparsi in diverse “casse” per ottenere un’unica pensione. In pratica, chi per esempio aveva versato contributi all’Inps come dipendente e dopo è diventato autonomo (avvocato, medico, ingegnere e così via dicendo) può trasferire il montante dei contributi versati all’Inps alla nuova Cassa autonoma, che provvederà a elargire l’assegno pensionistico una volta maturati i requisiti. Facciamo un passo indietro.
Come è stato ottenuto l’avanzo
Dal 1° luglio 2022 la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti – il cosiddetto Inpgi 1 – è stata trasferita all’Inps grazie alla legge 234/2021. L’Inpgi è così rimasto come gestione soltanto dei giornalisti autonomi, freelance e collaboratori coordinati e continuativi (l’ex Inpgi 2): proprio in questa nuova veste le ricongiunzioni hanno assunto un ruolo centrale. Nel 2025, 155 giornalisti (contro gli 80 dell’anno precedente) sono tornati all’Inpgi, generando contributi per 186,7 milioni, in aumento di oltre 115 milioni rispetto al 2024 (quando erano stati versati 71,7 milioni). Un dato molto rilevante per un ente delle dimensioni dell’Inpgi.
Ricongiunzioni e pensioni
Dal bilancio emerge poi che il costo pensionistico è passato, dal 2024 al 2025, da 9,8 milioni a 18,9 milioni. Quasi il doppio. L’aumento del costo delle pensioni rispetto al dato dello scorso anno sarebbe quindi da imputare al massiccio ricorso della legge 45/90.
Come è stato investito
Nel bilancio il Collegio sindacale evidenzia come il fenomeno delle ricongiunzioni sia stato “molto dinamico” nell’ultimo biennio e abbia determinato uno scostamento positivo rispetto alle previsioni attuariali.
Ma gli effetti delle ricongiunzioni non si limitano al solo miglioramento del saldo previdenziale. Il bilancio mostra infatti come una parte significativa delle risorse generate dalla gestione reddituale sia stata destinata all’attività d’investimento. Il 55% delle risorse prodotte è stato assorbito dai flussi finanziari dell’attività d’investimento, con impieghi netti di 40,9 milioni in titoli immobilizzati (immobiliare, private equity, infrastrutture) e 89,1 milioni in titoli classificati nell’attivo circolante (azioni, obbligazioni). In pratica, il forte incremento della liquidità ha consentito all’Inpgi di aumentare gli investimenti proprio in una fase favorevole dei mercati.
