Storie Web giovedì, Giugno 11

L’innalzamento del livello marino si fa sentire. E in Liguria le coste più esposte a questi effetti sono quelle di Monterosso e Vernazza, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Il dato emerge dallo studio “The First Relative Sea Level Rise and Storm Surges Scenarios up to 2150 CE for the Coasts of Monterosso and Vernazza, Cinque Terre National Park (Liguria, Italy)”, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing.

L’orizzonte del 2150

A portare avanti la ricerca che analizza in dettaglio i possibili scenari di inondazione costiera nei due paesi (Monterosso e Vernazza) entro il 2150, «mettendo in luce la vulnerabilità di spiagge, banchine, aree portuali e infrastrutture turistiche e di trasporto» è un team internazionale di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, dell’Università “Aristotele” di Salonicco, dell’Osservatorio astronomico “Lesia” di Parigi e dell’Università olandese Radboud.

L’analisi

L’analisi evidenzia che il settore ligure considerato «presenta un trend di innalzamento del livello del mare non stazionario, confermando una crescente vulnerabilità dei tratti costieri a bassa quota e delineando scenari utili alla pianificazione territoriale e alla riduzione del rischio costiero».

«Secondo le nostre elaborazioni, entro il 2150 l’innalzamento relativo del livello del mare potrebbe collocarsi tra 0,60 e 1,17 metri, con conseguente ampliamento delle superfici esposte a rischio allagamento – sottolineano i coordinatori dello studio Marco Anzidei, Dirigente di Ricerca dell’Ingv e Alessandro Bosman, primo ricercatore dell’Igag-Cnr e associato di ricerca dell’Ingv -. Il nostro lavoro ha inoltre evidenziato che, in corrispondenza di eventi estremi, le aree più sensibili sono le spiagge di dimensioni ridotte e gli ambiti portuali posti a bassa elevazione». Non solo: «Durante le mareggiate più forti, con tempi di ritorno di 1 e 100 anni in condizioni di livello marino più alto – aggiungono -, nello scenario climatico più severo le onde potranno raggiungere altezze di run-up di oltre 13 metri, con possibili rischi per le linee ferroviarie che collegano le Cinque Terre».

I suggerimenti

Dallo studio quindi un punto di partenza per adottare in futuro soluzioni per un adattamento mirato dei luoghi, tra cui quello di un «adeguamento delle quote delle banchine, il miglioramento dei sistemi di drenaggio e di protezione delle infrastrutture e dei servizi connessi al turismo».

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