Il rallentamento dell’inflazione tendenziale di luglio, dal 3% al 2,8%, non basta a rassicurare i consumatori. «È un’illusione ottica», commenta il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, sui dati preliminari appena diffusi dall’Istat.
Il peso dei carburanti
A pesare sul quadro sono soprattutto i carburanti, la cui rilevazione statistica – afferma Dona – si ferma al 21 del mese. I prezzi confermano l’allarme: il primo luglio la benzina era a 1,806 euro al litro e il gasolio a 1,884 euro; a fine mese, prima del taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio del 27 luglio, erano saliti rispettivamente a 1,982 e 2,185 euro.
Il 31 luglio i valori si sono attestati a 1,995 euro per la benzina e 2,080 per il gasolio: un rincaro che le rilevazioni Istat non intercetterebbero.
Le conseguenze sul portafoglio
Sul piano del portafoglio, l’Unione nazionale consumatori traduce l’inflazione tendenziale del 2,8% in un aggravio di 1.008 euro su base annua per una coppia con due figli: 157 euro per prodotti alimentari e bevande analcoliche, 246 per i trasporti, 281 per abitazione, elettricità e gas, 112 per servizi di ristorazione e alloggio, 171 per il carrello della spesa complessivo. Per una coppia con un figlio l’aumento scende a 933 euro; la media per famiglia si attesta a 732 euro.










