In vacanza con cani e gatti. Più che una moda è ormai un modo di vivere. Che porta appresso anche un mercato che vale 9,5 miliardi e potrebbe quasi raddoppiare. Perché gli animali «fanno parte della famiglia e pur di non lasciarli a casa o in asilo si rinuncia alle vacanze». A raccontare questo cambiamento è la ricerca di Jfc ’Dalla carrozzina al guinzaglio. Il passaggio dai “figli” agli “animali da compagnia”.
Animali parte della famiglia
Il rapporto racconta un cambiamento e un’evoluzione che non è legata solo al fatto che “nascono sempre meno bambini”, ma che, come sottolinea Massimo Ferruzzi, amministratore di Jfc e responsabile della ricerca, «gli animali fanno parte della famiglia». Basti un dato: nel quadro europeo «89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione». Animali che hanno poi famiglie che guarderanno alle vacanze con una particolare attenzione.
Le mete preferite
«Molto spesso, pur di evitare di lasciare gli animali a casa o in asilo si rinuncia alla vacanza – dice -. Per questo motivo è necessario guardare con molta attenzione a questo tipo di clientela». Persone che questa estate prediligeranno le destinazioni montane e appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania. Lo studio stima che quest’anno gli italiani passeranno in media 12,1 notti fuori casa con cani o gatti, spendendo 22,2 euro in più al giorno.
Tre milioni di famiglie con pet
Non solo: complessivamente, sono 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio animale per oltre 73 milioni di presenze turistiche, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro. «Naturalmente si tratta di un mercato che ha un potenziale molto più elevato – argomenta il manager -. E che potrebbe crescere enormemente sino quasi a raddoppiare».
Necessario cambio di mentalità
Per fare questo e seguire quindi la crescita, per il responsabile dello studio è necessario un «cambio di mentalità propedeutico al cambio di passo». Anche perché, emerge dallo studio, 4 italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale da compagnia, e ciò è dovuto anche ad una serie di difficoltà che i nostri connazionali riscontrano nel momento stesso in cui si prenota. Secondo lo studio solo il 10,7% di italiani afferma non ha difficoltà, rispetto al restante 89,3% a programmare una vacanza con l’animale da compagnia. Perché si devono fare i conti sia con i trasporti, sia con l’accesso a bar o ristoranti, oppure trovare spazi verdi a disposizione e “località pet friendly”.













