Storie Web giovedì, Giugno 20
Notiziario

Carolina Morace, ex attaccante della nazionale femminile, è candidata alle europee con il M5s come capolista nel Centro. In passato rifiutò di candidarsi con FI. “Il ventennio Berlusconi ci ha insegnato che dando il tuo corpo potevi diventare una ministra”, dice intervistata da Fanpage.it. Ora punta ad arrivare in Europa per occuparsi di sport, gender gap e diritti civili.

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“Sono stata la prima in tante cose”. Si definisce così sui social Carolina Morace, candidata per il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee. “In Europa mi occuperò di sport e parità di genere”, dice intervistata da Fanpage.it. Prima allenatrice di una squadra di calcio maschile, dopo una carriera da attaccante nella nazionale femminile, ora con il partito di Giuseppe Conte Morace gioca come capolista nella circoscrizione Centro.

Per lei l’Unione europea “viaggia a due velocità diverse”, soprattutto sul piano dei diritti civili sui cui la candidata pentastellata non transige. “I Paesi che non li riconoscono non devono entrare nella Comunità europea”, dice. “Ma sul rispetto dei diritti lgbtq+ anche l’Italia è indietro e io da cittadina mi vergogno di queste posizioni”. Sul motivo che anni fa la spinse a rifiutare la proposta di candidarsi con Forza Italia, Morace risponde: “Il ventennio di Berlusconi ci ha insegnato che se davi il tuo corpo potevi anche diventare una ministra. Da donna non potevo candidarmi un partito del genere”.

Carolina Morace, benvenuta nella redazione di Fanpage. Ex attaccante della nazionale di calcio femminile, lei è stata anche la prima allenatrice di una squadra maschile a livello professionistico, la Viterbese. Come intende mettere a frutto la sua esperienza in Europa?

Perché Lega e Forza Italia litigano su Berlusconi e sullo slogan ‘meno Europa’

Per la mia attività di giocatrice e allenatrice, ho girato il mondo. Ho allenato tre nazionali e ho vissuto in in Canada, in Australia, a Trinidad e Tobago, in Inghilterra, e in questo girovagare ho incontrato ovviamente moltissime culture molto diverse dalla mia. Credo che ora sia il momento, vista anche l’età, di mettere tutte queste esperienze a disposizione degli altri e in un contesto così importante come il Parlamento europeo.

Restando sullo sport, lei è stata appunto una pioniera, ma alla fine la sua esperienza in Italia è rimasta un unicum. Anche l’Istituto europeo per la parità di genere certifica che lo sport è uno degli ambiti in cui  la disparità è maggiore e le donne hanno difficoltà a raggiungere i vertici degli organismi sportivi. Qual è il problema?

Sì, solo il 22% dei vertici delle federazioni è delle donne e sto parlando di tutta Europa. Pensiamo che ad esempio la Fifa stanzia 135 milioni per la Coppa del Mondo femminile, ma allo stesso momento ne dà 400 per il campionato mondiale maschile. O ancora, che tra i primi 100 atleti che guadagnano di più al mondo non c’è una donna. Sono tutti uomini.

Ecco, per quanto riguarda la questione salariale, secondo lei l’Europa come dovrebbe intervenire per parificare questo settore?

Beh, intanto non è soltanto nello sport, perché le donne guadagnano meno e sono costrette anche ad accettare part time, laddove invece i colleghi uomini guadagnano sempre di più. L’Europa viaggi su velocità diverse. Ci sono i paesi del Nord, l’Olanda, il Belgio, che sono quelli più avanzati verso anche verso i diritti civili e viaggiano a una certe velocità. Poi invece ci sono Paesi come come la Polonia, dove è un problema anche abortire in maniera sicura. Insomma, ci sono delle disparità di trattamento che vanno colmate. Per me i diritti civili dovrebbero essere per tutti uguali e i Paesi che non li riconoscono non devono entrare nella Comunità europea. Perché la Comunità europea ha  dei valori di fondo che sono l’uguaglianza, la democrazia, lo stato di diritto. Se questi Paesi non arrivano a questi livelli, è ovvio che non per me non devono entrare.

Tra i paesi indietro appunto, c’è anche l’Italia, dove il governo Meloni ha da poco approvato delle linee guida che continuano ad escludere le coppie omosessuali e single dalla possibilità di accedere alla procreazione medicalmente assistita. Qual è la sua opinione su questo?

La mia opinione è che i diritti civili sono in continua evoluzione e non possono essere fermati. Questo è la storia. Queste misure sono contrarie allo spirito dell’Unione Europea.

Per il Movimento 5 Stelle come dovrebbe agire l’Unione Europea per garantire un riconoscimento di questi diritti a livello comunitario?

Per noi è importante che il matrimonio sia egualitario e che sia consentita l’adozione. È giusto anche che tutti gli Stati membri riconoscono la genitorialità mentre adesso non è così. Pensiamo che oggi, visto che il bambino in Italia deve essere riconosciuto da uno dei due papà o da una delle due mamme, se l’altro genitore non la potestà genitoriale il bambino non può viaggiare con lui. Questo va contro alla libera circolazione in Europa. Per cui, insomma, le nostre sono posizioni vanno avanti. Assistiamo a una regressione dei diritti civili che ci sta preoccupando. Nella classifica sul rispetto dei diritti Lgbtq+ in Europa l’Italia al 36° posto, dietro la Lituania e dietro l’Ungheria. Io come cittadina italiana mi vergogno di queste posizioni. Come si possa ancora essere discriminati per delle scelte sessuali o per il genere, secondo me è assolutamente avvilente.

Tornando invece alla sua candidatura. Lei ha dichiarato che in passato è stata corteggiata da Forza Italia perché entrasse in politica, però poi ha rifiutato. Perché in quel momento no e ora sì? E perché con il Movimento cinque Stelle?

C’è una netta differenza. Io non sono una persona di destra, le mie idee sono idee progressiste e questo è il motivo per cui mi sono iscritta al Movimento 5 Stelle nel 2022. Oltre a questo anche per la trasparenza nei confronti degli elettori. In questo periodo tutti parlano di pace, però in fin dei conti tutti hanno votato per l’invio delle armi in Ucraina. L’unico movimento che non l’ha fatto è stato il M5s. Insomma c’è una grande differenza con Forza Italia e per questo ho detto di no a un partito in cui proprio non mi riconoscevo. Anzi, è stato proprio il ventennio di quel partito che probabilmente noi donne siamo state viste come puramente oggetti sessuali e basta. Quello che ci ha insegnato il ventennio di Berlusconi è che se davi il tuo corpo potevi anche diventare una ministra. Di certo non potevo candidarmi da donna con un partito del genere.

Nel programma per le europee del Movimento 5 Stelle, alla voce sport si legge di un modello australiano per tutelare i minori. Di che cosa si tratta?

La Comunità europea si occupa anche della tutela di chi fa sport e soprattutto dei minori. In poche parole, chi ha contatto con i bambini dovrà avere una card che attesti che non si hanno avuto problemi con i minori o pendenze penali. Credo che questo sia importantissimo, soprattutto dopo che abbiamo letto che cosa succede nello sport. Su questo noi dobbiamo assolutamente difendere i giovani: lo sport va fatto in totale sicurezza.

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