Come ogni anno, le sfilate della Milano Fashion Week Autunno Inverno 2026/27, appena terminate, attraverso il make up lanciano un messaggio. C’è voglia di autenticità, naturalezza, di non omologarsi alle tendenze, ma di creane di nuove. Un ritorno all’eleganza, un make up più sobrio e sofisticato, ma che lascia spazio anche all’imperfezione, in un certo senso non bisogna più vergognarsi dei propri difetti, ma esibirli con naturalezza, perché sono il nostro segno distintivo. «Questa voglia di rafforzare la propria identità si è tradotta in passerella con l’assenza di un trucco correttivo, l’imperfezione è la nuova perfezione, l’autenticità è la cifra estetica», spiega Michele Magnani, Global Senior Artist di Mac Cosmetics che ha curato diverse sfilate. «La pelle resta sempre la vera protagonista, ma è lontana dall’effetto super glow e glass skin. E’ una pelle perfezionata ma naturale, e ancora una volta le nuove tecnologie ci aiutano a realizzare il trucco con grande facilità. Il concetto della “skinification” è sempre valido, occorre prendersi cura della propria pelle a 360 gradi, per apparire al meglio in ogni occasione. Il blush diventa “emozionale”, come se le guance si arrossassero in seguito a un’emozione, l’effetto “bonne mine” passa in secondo piano. Cambia anche il posizionamento, il fard viene applicato sopra lo zigomo, talvolta raggiunge le tempie, accarezza l’arcata superiore, creando un effetto liftato e fresco. Le tonalità spaziano dal rosato al pesca per richiamare il rossore naturale. Anche l’eyeliner viene reinterpretato, sempre importante per potenziare lo sguardo, ma la sua forma non è più estrema e drammatica, le linee sono morbide archiviato l’effetto punk e gotico. L’occhio viene esaltato da palette calde che vanno dai marroni ai grigi, fino al nero, ma anche il verde e l’azzurro, con tanto mascara, le ciglia finte sono out. Infine le labbra, quelle glossate sono quasi sparite, a favore di labbra matte, ma dal finish morbido, i rossetti sono facili da applicare: in una sola passata regalano un colore intenso, massimo comfort e tenuta. Ritornano le blurred lips, il colore sulle labbra appare sfumato, senza contorni netti, dando un effetto naturale, morbido e leggermente più pieno. I colori? Rosso, ciliegia, prugna, rosso aranciato, ma anche nude, che non si limitano ai classici beige, ma abbracciano nude rosei e taupe freddi, pensati proprio per incarnati con sottotono freddo».

Occhi protagonisti

Lo sguardo ritorna in primo piano, eyeliner e mascara, ombretti dai vari colori. Li abbiamo visti da Prada, uno smokey eyes nero, intenso e volutamente imperfetto: sfumature irregolari e matita sbavata. Da Roberto Cavalli, con la direzione di Yadim Carranza per Kiko Milano, lo sguardo è esaltato da un ombretto marrone taupe steso su tutta la palpebra, fino all’arcata sopraccigliare e sotto l’occhio, creando un velo diffuso che suggerisce un’aura dark senza appesantire lo sguardo. Anche Gucci celebra un trucco total black di forte impatto, cosi come Dolce&Gabbana dove gli occhi sono valorizzati dall’iconico tratto affilato di eyeliner. Lo smokey eyes diventa un cat eye affusolato, che sfuma nel grigio e amplifica lo sguardo. Vivetta punta su dettagli leggeri scegliendo un micro eyeliner sotto la rima inferiore che solleva lo sguardo e rientra all’interno. Avavav reinterpreta gli anni ’60 di Twiggy, con un eyeliner spesso e dritto e le ciglia inferiori disegnate ma in chiave contemporanea. Spazio anche agli ombretti colorati. Diesel sceglie colori neon — in particolare verde e arancione — per un halo smokey eyes che non si vedeva da tempo: una variante del classico smokey che concentra la luce al centro della palpebra, amplificando profondità e tridimensionalità. Da Antonio Marras, si entra in una narrazione ambientata in un roseto incantato. Protagonista è la Caragol, “chiocciola” in algherese. A suggellare l’immaginario, un dettaglio beauty prezioso: due roselline dorate applicate sopra l’angolo interno delle sopracciglia, a evocare le antenne della lumaca. I colori utilizzati sugli occhi richiamano la collezione: verde salvia, bordeaux e nuance pastello che rendono ogni sguardo unico e sognante. Romanticismo puro da Luisa Beccaria, il make up firmato da Mac Cosmetics predilige sugli occhi palette dai toni caldi, come l’arancio e il salmone che fanno da contraltare a labbra color mattone. Da Giorgio Armani, la mua Hirodi Ueda, Global Makeup Artist Armani, esalta gli occhi con sfumature semitrasparenti nei toni ambra, tortora e marrone, mentre guance e labbra si accendono di rosa caldo stratificato effetto acquerello. Moschino punta su un reverse eyeliner blu elettrico, grafico e vibrante. La stessa tonalità attraversa anche la proposta di N21, dove le palpebre si velano di un blu satinato leggero, dal finish glassato e luminoso.

Labbra bold e nude

Le labbra giocano su un doppio registro: da un lato audaci e bold, la maggioranza, dall’altro nude e ricercate, in un equilibrio calibrato tra intensità e naturalezza. Da Jil Sander le labbra si tingono di un rosso corallo lucido, dal finish così luminoso da sembrare metallico. Il punto focale da Roberto Cavalli sono le labbra di un rosso intenso modulato da un delicato ombré nero, sfumato lungo i bordi per evitare contrasti netti. Dark lips da Ermanno Scervino, Gucci, da Max Mara, qui le nuance sono il ruggine o il prugna applicate anche sulle guance. Da N21 il rossetto diventa lucido quasi vinilico, abbraccia le labbra in modo irregolare, sfumato sui bordi, per un effetto bouche mordue. Un effetto che ritroviamo anche da Vivetta Ponti, dove i bordi sono blurred e vellutati grazie al nuovo rossetto Powder Kiss Hazy Matte Lipstick di Mac Cosmetics. Labbra naturali da Diesel, da Missoni dove il rossetto non colora solo le labbra ma si riscopre come blush, arrossando leggermente le guance; da Emporio Armani le labbra sono esaltate da un gloss leggero dal finish naturale. Le labbra da Moschino sfoggiano un effetto glass, riflettono la luce con discrezione e aggiungono una dimensione tridimensionale. Da Fendi si velano di una sfumatura noisette, discreta e sofisticata, che valorizza il volume naturale senza alterarne l’equilibrio.

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