
Mattarella denuncia «l’efferato sterminio dei manifestanti» in Iran: «Occultare tutto è stata la prima preoccupazione del regime», dice il capo dello Stato facendo riferimento al blackout di internet e comunicazioni. Teheran annuncia che non sono previste esecuzioni. «Fermate 800 esecuzioni nel Paese», annuncia la Casa Bianca. L’attacco per ora sembra congelato. La Cina all’Onu: «Gli Usa abbandonino l’idea di attaccare l’Iran»
Netblock: «Internet bloccato da 180 ore, più che nel 2019»
Internet è bloccato in Iran da 180 ore, più che durante il «blackout» del 2019, e non c’è al momento alcun ripristino parziale o regionale. Lo comunica Netblock, osservatorio che monitora le connessioni di Internet, sottolineando come «è stato solo dopo il ripristino della connessione che nel 2019 divenne nota l’ampiezza della brutale repressione» del regime contro i manifestanti.
Ankara avverte i cittadini turchi in Iran: «Siate vigili»
L’ambasciata di Ankara a Teheran ha messo in guardia i propri cittadini che pianificano viaggi in Iran o si trovano già nel Paese, invitandoli ad essere «vigili» sulla loro sicurezza e a «prendere in considerazione i recenti sviluppi», nel contesto delle proteste anti governative e del blackout di internet in vigore da una settimana. «I cittadini turchi che si trovano attualmente in Iran dovrebbero essere vigili riguardo alla loro sicurezza e seguire tutti gli annunci riguardo a questi eventi sul sito ufficiale, sugli account sui social media del nostro ministero e dei nostri rappresentanti in Iran», si legge in un comunicato dell’ambasciata turca in Iran, che fornisce i contatti di tutte le missioni diplomatiche di Ankara nel Paese.
Witkoff: «Usa auspicano soluzione diplomatica, quattro le nostre richieste»
Gli Stati Uniti auspicano una soluzione diplomatica piuttosto che militare in Iran, ha precisato l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, dopo che fino a mercoledì il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere un nuovo intervento in sostegno delle proteste contro il regime. Witkoff ha confermato un contatto con gli iraniani mercoledì e che «una delle cose che ci preoccupavano sulle uccisioni, le impiccagioni di massa, è stata accantonata». In un intervento all’Israel American Council in Florida, Witkoff ha elencato le quattro questioni che un accordo diplomatico con l’Iran deve affrontare: arricchimento dell’uranio, programma missilistico, con Washington che chiede una riduzione degli arsenali, materiale nucleare immagazzinato al momento, circa 2mila chili arricchito fra il 3,67 e il 60 per cento, e i gruppi che Teheran finanzia in Medio Oriente. «Se vogliono fare ritorno nella comunità internazionale, possiamo risolvere questi quattro problemi in modo diplomatico, sarebbe una soluzione perfetta. L’alternativa invece no», ha sottolineato Witkoff lodando come «incredibilmente coraggiosi» gli iraniani che scendono in piazza per protestare contro il regime. «Siamo al vostro fianco», ha detto.