Bagnare, fermentare, maturare: azioni e mestieri antichi continuano a “vivere” nello stabilimento di Lucca dell’azienda Manifatture Sigaro Toscano (Mst), dove ogni anno entrano 1.500 tonnellate di tabacco Kentucky, in arrivo dall’Italia (al 60%) ma anche da Usa e Perù, per essere trasformato in sigari di varie tipologie.
La particolarità, che distingue Lucca dall’altro stabilimento di Mst situato a Cava de’ Tirreni (Salerno), è che qui resiste un reparto di sigari fatti a mano presidiato da 40 sigaraie (età media 45 anni) che selezionano, arrotolano, incollano le foglie di tabacco. Ancora oggi è il più grande stabilimento di sigari fatti a mano d’Europa: produce due milioni di pezzi sui 100 milioni fatti a Lucca.
Il prodotto iconico di Mst, acquisita nel dicembre 2023 da Luca di Montezemolo e Piero Gnudi, è il sigaro Toscano, capace di “stregare” artisti e musicisti, attori e politici, scrittori e filmografia di ogni genere. Proprio un sigaro di questa famiglia, l’Antico Toscano, è appena stato riconosciuto ‘Marchio storico’ di interesse nazionale dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«Un riconoscimento che è un orgoglio – spiega l’amministratore delegato di Mst, Stefano Mariotti – e che conferma il valore di una tradizione produttiva che da oltre due secoli fa del Toscano un simbolo del made in Italy apprezzato nel mondo. Questo riconoscimento potrà aiutarci anche dal punto di vista commerciale, perché metteremo il ‘Marchio storico’ sui pacchetti di sigari Antico Toscano». Per celebrare il traguardo, l’azienda ha realizzato intanto un’edizione speciale che comprende tre pacchetti, uno in versione classica arricchita dal logo ‘marchio storico’ e due riedizioni storiche.
Nel frattempo Mst sta chiudendo un bilancio 2025 positivo e sta progettando nuovi investimenti: «Il driver della nostra crescita è l’export, che l’anno scorso ha segnato +20% – spiega Mariotti -. I ricavi di Mst sono aumentati a una cifra ma è importante in un contesto di mercato non facile. Ora stiamo studiando un’espansione produttiva a Lucca, che fino a oggi è stata focalizzata sulla produzione di sigari naturali, per aggiungere quella di sigari aromatizzati che oggi è fatta solo a Cava de’ Tirreni. L’investimento sarebbe di 5 milioni di euro e porterebbe diversi posti di lavoro».












