Di calcio è vissuto e probabilmente di calcio è morto. La sua ultima panchina da ct della Romania meno di 2 settimane fa. Era uscito dall’ospedale per affrontare la Turchia, partita persa, mondiale sfumato. L’immagine d’addio, l’abbraccio lunghissimo con il capitano della squadra che l’ha sconfitto. Poco dopo l’infarto, il coma e la fine di uno degli allenatori più vincente di sempre. 37 trofei, ma i numeri non raccontano la storia di un visionario, rivoluzionario, profeta del pallone.
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