Storie Web giovedì, Gennaio 8
Il mercato delle due ruote chiude il 2025 a -7,5% ma il segmento degli scooter cresce

Fa tre volte peggio del mercato auto ma a soffrire è più il comparto delle moto mentre invece continua a crescere quello degli scooter. Le immatricolazioni di ciclomotori chiude il 2025 con il 7,5% di immatricolazioni in meno nel complesso, come riferisce l’Ancma, l’Associazione nazionale Ciclo Motociclo Accessori in Confindustria. Mentre gli scooter registrano una performance in forte crescita, rallentano le moto, che invece scontano l’effetto Euro 5+, cioé il passaggio obbligatorio alla nuova motorizzazione che ha gonfiato i volumi di dell’ultimo trimestre del 2024.

«Il 2025 consegna alle due ruote a motore un mercato italiano a doppia velocità» rileva il comunicato di Ancma che mette a confronto la crescita di volumi nel segmento degli scooter, +5,5% sul 2024, e la forte contrazione registrata dalle moto, che chiudono l’anno con un calo del 19,2%. Nel complesso, il mercato di ciclomotori, scooter e moto registra una flessione del 7,5% rispetto al 2024. Se si fa il confronto con il 2023 però – anno privo di effetti distorsivi come fa notare Ancma – il saldo è complessivamente positivo del +2,2%, sempre con gli scooter in forte progresso (+13,5%) e le moto invece ancora in territorio negativo (–7,5%).

«Sul 2025 – spiega il presidente di Ancma, Mariano Roman – hanno inciso in modo significativo gli effetti del surplus di immatricolazioni di fine serie registrato a fine 2024, legato all’entrata in vigore dello standard Euro 5+. Tuttavia, il calo delle moto appare meno riconducibile a un fenomeno episodico: sarà necessario approfondirne attentamente dinamiche e cause». Il successo degli scooter, fa notare ancora il presidente Roman, «dimostra inoltre come questi veicoli rappresentino oggi una risposta concreta, fruibile ed efficiente alle esigenze di mobilità urbana sostenibile».

Il 2025 si chiude con 345.287 veicoli immatricolati. Nel dettaglio, i ciclomotori perdono quasi un terzo del mercato (–31,9%) con 13.764 unità, gli scooter si confermano il vero motore della domanda, chiudendo con 197.043, le moto rallentano per il secondo anno di fila, con un calo a quota 134.480 unità targate. In questo contesto calano anche le mmatricolazioni di due ruote elettriche, con una flessione del 15,8% e 8.561 veicoli immatricolati. A pesare maggiormente sono i ciclomotori elettrici, in calo del 27,22% (2.994 unità), meno marcata invece la contrazione per gli scooter elettrici, che perdono il 13,9% e si attestano a 4.850 unità.

Segno meno anche per il mercato dei quadricicli, che chiude l’anno con un calo del 16,9% e 16.964 veicoli venduti. L’analisi per alimentazione evidenzia però una netta divergenza: i modelli a motorizzazione termica, penalizzati dalle dinamiche di fine serie, dimezzano i volumi (–46%, 3.854 unità) mentre i quadricicli elettrici riescono a contenere le perdite (–1,3%, 13.110 unità) anche grazie agli incentivi attivati nella scorsa primavera.

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