Poche risorse e molti nodi ancora da sciogliere per il decreto lavoro che il governo vuole varare in vista del 1º maggio. Di certo ci sarà la proroga fino al 31 dicembre del bonus per le assunzioni di under 35 e nel Meridione di donne e giovani. Capitolo che vale 500 milioni di euro. Dopo la marcia indietro del governo sulle norme sulla rappresentanza criticate da sindacati e imprese, dovrebbe rimanere una misura per spingere i rinnovi dei contratti nazionali. L’ipotesi se tardano più di sei mesi, scatta intanto in busta paga un’indennità pari al 30% dell’inflazione. l’Esecutivo lavora a misure per potenziare la sicurezza sul lavoro e all’obbligo per i rider di accedere alle app attraverso lo SPID per arginare il caporalato digitale, impedendo lavoratori fantasma e incarichi in subappalto. Non si affronterebbe però così la piaga delle tariffe da fame. Tramontata al momento la possibilità di un incentivo per le quattordicesime per mancanza di risorse. Nodo quello dei fondi che pesa anche sulla proroga del taglio delle accise sui carburanti in scadenza il 1.º maggio in 45 giorni è costato già quasi 1.000.000.000. Senza il rinnovo dello sconto, però, gli aumenti saranno immediate. Il gasolio supererebbe quota 2 euro e 3 centesimi, il più caro d’Europa.
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