
Come ampiamente previsto il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge sulla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari a Kiev oltre che sul rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini, nonché sulla sicurezza dei giornalisti freelance. Per tutta la mattinata su erano rincorse voci sulla scomparsa del termine ‘militari’ dal titolo del decreto, non dal testo ne’ dal senso del decreto stesso.
In effetti la Lega aveva fatto pressioni in tal senso come ha certificato, esultando via social, il senatore Claudio Borghi, quando sembrava proprio che l’aggettivo ‘militari’ fosse stato espunto.
Non è stato così ma è stato sufficiente per consentire alle opposizioni di prendersi gioco della maggiuornza. Uno per tutti il senatore Osvaldo Napoli di Azione che non si è risparmiato quanto a sarcasmo: “Per accontentare Salvini si sarebbe dovuto omettere quell’aggettivo dal titolo, salvo confermarlo nel testo. Con una simile maggioranza, coesa solo nella fantasia dei suoi protagonisti, quanto potrà ancora tenere la linea dell’Italia sull’Ucraina? Si coprono di ridicolo, tutti: Salvini, Meloni e Tajani. Se il Pd ritrovasse un filo di chiarezza politica dovrebbe votare a favore della conversione del decreto, così azzerando il residuo ruolo politico di Salvini”.
Anche se la sostanza non è cambiata, rispetto ai decreti che in questi quattro anni hanno permesso di inviare dodici pacchetti di aiuti militari, il testo arrivato in Consiglio dei Ministri include anche aiuti destinati alla popolazione civile. Una specie di concessione al Carroccio, con il Ministro della Difesa Guido Crosetto che ha confermato l’intesa raggiunta.











