
“Il gigante è la prova in cui sento più dolore, anche se è quella che mi viene meglio; sulla velocità ne sento di meno”. Così Federica Brignone ha parlato del suo ritorno in gara, domani, in una conferenza stampa a Plan de Corones.
“Quando ho iniziato a capire che ce l’avrei fatta? Nessun atleta è mai sicuro al 100%, nel nostro sport, di partecipare ai Giochi finché non è al cancelletto di partenza: tuttora non sono sicura”, ha anche detto la sciatrice azzurra. “A dicembre ho rimesso gli sci da turismo. Poi quando ho messo quelli da Gigante è stato un disastro. Nella seconda metà del mese ho iniziato a vedere un po’ di luce, è stata veramente tosta”.
“Mi sono allenata a Cortina e poi a Dobbiaco – spiega Brignone – Ho solo 10 giorni all’attivo tra i pali, pochi. In Val di Fassa ho lavorato sulla velocità. Ho fatto un programma diverso dal solito. Il Gigante è la prova in cui sento più dolore anche se è la gara che mi viene meglio, sulla velocità sento meno dolore”. Il programma? “Dipende molto da come andrà domani a livello di dolore e sensazioni – conclude l’azzurra – Mi sposterò poi a Cortina per allenarmi un po’ di più sulla velocità. Dopo i due giorni a Dobbiaco ho deciso di iscrivermi qua. Finora i miei programmi sono stati sempre settimanali, non a lungo termine. Non possiamo fare altrimenti. Non ho mai fatto finora salti e dossi”.


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